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"Angelo della morte" dell'OBV di Mendrisio, i colleghi sapevano?
"Angelo della morte" dell'OBV di Mendrisio, i colleghi sapevano?
"Angelo della morte" dell'OBV di Mendrisio, i colleghi sapevano?
Redazione
7 anni fa
S’infittisce il caso dell’ex infermiere dell’ospedale di Mendrisio, accusato di aver accelerato il decesso di 17 pazienti

Un utilizzo anomalo delle "pompe siringhe" per alterare il dosaggio di alcuni farmaci in pazienti terminali. I suoi impulsi sessuali legati alla morte. L’autodefinirsi, chattando con conoscenti e amici, "angelo della morte". Sono questi gli indizi che, secondo la magistratura, possono essere definiti seri, concreti e gravi, a carico dell’ex infermiere dell’ospedale Beata Vergine di Mendrisio, quasi 45 anni, finito in carcere lo scorso autunno e scarcerato qualche settimana fa.

Come riporta il Caffè, si sta attendendo una perizia medico-scientifica che dica se e in che misura sia possibile mettere in relazione le alterazioni delle prescrizioni mediche con la morte di diciassette pazienti. L’infermiere è infatti sospettato di omicidio intenzionale, oltre che di una serie di reati legati a decine e decine di fotografie scattate a pazienti in situazioni imbarazzanti. Agli atti anche alcuni filmati.Se pian piano sembrano delinearsi i fatti e il comportamento dell’ex infermiere (che sin da subito ha sminuito tutti gli episodi contestati, attribuendo anche ad altri e ad un contesto professionale particolare la responsabilità), più difficile capire sino a che punto i colleghi fossero consapevoli.

Tutti i dettagli nell'edizione odierna de Il Caffè

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