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"Andare in Italia? Meglio a piedi o col teletrasporto"
"Andare in Italia? Meglio a piedi o col teletrasporto"
"Andare in Italia? Meglio a piedi o col teletrasporto"
Redazione
8 anni fa
Il poeta Fabiano Alborghetti avrebbe dovuto presenziare a un Festival letterario ad Ancona. Ma il treno che doveva prendere non è mai arrivato

Disavventura per Fabiano Alborghetti, premio svizzero di Lettertura 2018. Il poeta doveva presenziare oggi a un Festival letterario ad Ancona, nelle Marche, dove avrebbe dovuto rappresentare il Canton Ticino, ma alla manifestazione non ci è mai arrivato. Questo per una serie di peripezie con le ferrovie. 

Partito dalla stazione di Mendrisio con la moglie, dove ha acquistato i biglietti per un costo totale di 413 franchi, si è arenato alla stazione di Como, dove il treno che avrebbe dovuto prendere "semplicemente non c'era", con centinaia di passeggeri, tra cui anche ticinesi, al completo sbando visto che non c'erano informazioni supplementari e il personale era assente. 

Risultato: Alborghetti è tornato indietro, senza poter presenziare al festival letteriario, e con l'amara consapevolezza che probabilmente non riceverà neanche il rimborso dei biglietti. "Meglio andare a piedi o viaggiare con il teletrasporto", conclude ironico Alborghetti, in una lettera inviata oggi ai media ticinesi, in cui non risparmia critiche alle FFS, ma soprattutto alle ferrovie italiane. 

Vi riportiamo qui di seguito la lettera integrale: 

"In data 8 luglio 2018 avrei dovuto viaggiare verso Ancona per presenziare al prestigioso Festival La Punta Della Lingua, manifestazione giunta alla 13° edizione. Edizione ricca, contando 50 autori tra i quali Nanni Balestrini, Davide Riondino, Anna Blandiana. Media Partnership la Rai Radio 3 e Sky Arte HD. Il gran finale, la domenica 8 luglio, con la Svizzera ospite d’onore, invitando oltre al sottoscritto (in quanto Premio Svizzero di Letteratura 2018) anche Laura Accerboni (Ticino) e Ulrike Ulrich (Svizzera tedesca). Partner dell’evento, Pro Helvetia.

Alla stazione di Mendrisio si procede, con largo anticipo, all’acquisto dei biglietti ferroviari: il 7.07 per Milano Centrale, poi le connessioni via Frecciarossa per Bologna e per Ancona. Tutti treni evidenziati sul sito delle FFS e confermati dall’impiegata allo sportello che emette regolari biglietti.

Preparando un riepilogo e i materiali per il festival, si scopre (PER CASO) che il treno delle 07.07 non esiste più. Si torna alla stazione di Mendrisio e l’impiegata rileva che tutte le coincidenze sono ora complete e che l’unico treno disponibile è il 06.43 Chiasso-Como San Giovanni, poi cambio da Como per Milano Centrale alle 7.13 cui segue un Frecciarossa per Bologna e da lì solo un trenino locale alla via per Ancona. Non l’ideale passare 2h40 su un locale, ma se è l’unica alternativa si farà buon viso a cattivo gioco.

La mattina dell’8 luglio si parte. A Como San Giovanni, sorpresa, non esiste alcun treno per Milano Centrale. Non viene nemmeno indicato come soppresso, come altri collegamenti. Semplicemente non c’è. A doversi raccapezzare, non è solo il sottoscritto ma dozzine di turisti stranieri come anche decine di ticinesi in viaggio: una varia umanità lasciata totalmente allo sbando. Personale delle ferrovie non se ne trova, la biglietteria è chiusa, e i monitor non danno alcuna informazione se non che la prima connessione utile per Milano è alle 8.13, mandando in fumo la possibilità di prendere la coincidenza prevista da Milano per Bologna delle 8.20, come previsto (e acquistato).

Scatta il panico: tutti cercano informazioni e nessuno ne trova. Ho testimoniato di diversi turisti anglofoni salire sul treno per Malpensa convinti di andare a Milano. Diversi ticinesi si arrangeranno pagando di tasca propria un taxi. A me non è restato altro da fare che tornare a casa.

Risultato personale: 206.50 franchi di biglietti ferroviari (413, se conto che mia moglie viaggia con me) dei quali, se andrà bene, verranno rimborsate solo le tasse. Questo senza contare la mancata presenza al Festival di Ancona dove la Svizzera e il Ticino avrebbero avuto un ruolo tutt’altro che marginale. Risultato generale: centinaia di persone abbandonate a sé stesse nel più totale disprezzo dell’offrire un servizio pubblico.

Le FFS certamente dipendono dalle informazioni ricevute dal servizio ferroviario italiano, ma ritengo molto discutibile che in quella che diverrà la Stazione di uno snodo internazionale primario, non si veda la presenza di personale in qualunque forma, specie laddove –verrò a sapere poi- è anche in corso un parziale sciopero di uno dei vettori italiani (Trenord – non un vettore che comunque noi avremmo usato).

Per quanto concerne l’Italia, che dire? se dovete viaggiare, potete arrangiarvi andando a piedi oppure col teletrasporto. Quest’ultimo non è ancora esistente, ma del resto nemmeno un servizio ferroviario decente in Italia lo è, quindi i conti tornano. Tornano a casa, non potendo partire".

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