
Il 23 marzo proprio non piace agli insegnanti ticinesi. La giornata di congedo, concessa dal Governo per compensare il blocco degli scatti e i tagli salariali inseriti nel Preventivo 2016, ha creato un malumore che serpeggia dietro le cattedre delle aule scolastiche ticinesi.
Ai docenti questo "bonus vacanza" non va giù e alle medie di Camignolo il plenum docenti ha già deciso: se il Governo non farà dietro-front, il prossimo 23 marzo la scuola resterà aperta, permettendo a chi lo volesse di seguire le lezioni. A dare notizia del malcontento è il Corriere del Ticino, sulle cui pagine, Fabio Camponovo, co-presidente del Movimento per la scuola, ha precisato che i preparativi della contestazione hanno coinvolto solo pochi istituti: "Al momento direi che si tratta di una decina di sedi sparse su tutto il territorio e ripartite su tutti i livelli d'insegnamento: medio, medio-superiore e professionale."
Camponovo prospetta però ulteriori adesioni nei prossimi mesi. Anche perché il Movimento per la scuola è favorevole all'iniziativa: "E' assurdo che dopo 20 anni di peggioramenti salariali si pensi di sistemare le cose con un contentino di sorta che, primo, è stato previsto senza che il preventivo sia ancora passato in Parlamento e, secondo, che nuoce gravemente all'immagine del docente." Dello stesso avviso Gianluca D'Ettorre, presidente del sindacato OCST-docenti: "Sostengo quest'idea con la quale si vuole stupire la società e la classe politica."
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