Cerca e trova immobili
Ticino
Ancora vandalizzata la statua di Satoshi Nakamoto a Lugano
© Fondazione Plan ₿
© Fondazione Plan ₿
Mattia Darni
4 ore fa
L'opera è stata ritrovata questa mattina danneggiata nel suo corpo centrale. Il collettivo Satoshigallery: «Si può piegare l'acciaio, ma non il suo significato». Badaracco: «Un danno d'immagine per la Città».

Non c'è pace per la statua di Satoshi Nakamoto, il creatore del Bitcoin. L'opera posizionata nel parco Ciani di Lugano è infatti stata nuovamente vandalizzata nella notte tra sabato e domenica. A confermare l'accaduto con un comunicato inviato ai media è la Fondazione Plan ₿ che denuncia il «grave danneggiamento» riscontrato questa mattina. La scultura, realizzata e donata alla città dall'artista Valentina Picozzi e composta da 61 strati di lamelle metalliche è stata vandalizzata nel suo corpo centrale.

«Le idee si discutono»

«Colpire qualsiasi opera d'arte significa impoverire la città. Le idee si discutono, si criticano, si contrastano apertamente; il vandalismo è autolesionista per tutti, per chi propone e per chi critica», commenta nel comunicato inviato ai media il direttore scientifico della Fondazione Plan ₿ Denis Roio. «Nel caso ripetuto contro la statua di Satoshi Nakamoto c’è un ulteriore impoverimento: quello di ridurre il suo significato a vessillo di una fazione. L'opera di Valentina Picozzi è importante per Lugano poiché ricorda ai giovani che il futuro non appartiene solo a chi detiene il potere ed usa la violenza, ma anche a chi sa immaginarlo e costruirlo con intelligenza, studio, immaginazione e coraggio. La Fondazione Plan ₿ ha come obiettivo mettere in atto le lezioni di Bitcoin come strumento di libertà, trasparenza, capacità di adattamento, autonomia, custodia di valore e difesa dalla censura. Per questo non ci limiteremo a difendere questa come ogni altra opera d’arte, ma lavoreremo affinché la città offra sempre più spazio a chi si riconosce in questi valori», conclude Roio.

Dal canto suo, il collettivo Satoshigallery fondato da Valentina Picozzi ha commentato l'accaduto con una frase lapidaria quanto emblematica: «Si può piegare l'acciaio, ma non il suo significato».

«Una brutta cartolina da visita»

«Quello che è successo costituisce un danno d'immagine per la Città; è una brutta cartolina da visita a livello internazionale», osserva, contattato dal «Corriere del Ticino», il vicesindaco di Lugano e capodicastero cultura, sport ed eventi Roberto Badaracco. «È chiaro che quanto accaduto farà scalpore, anche perché si tratta della seconda volta che la statua di Satoshi Nakamoto viene vandalizzata. Come Città deploriamo quanto accaduto».

Sui social, dove sono circolate le prime immagini dell'opera danneggiata, molte persone hanno chiesto che sia installato un sistema di videosorveglianza per evitare che fatti simili si ripetano. Ma è una strada percorribile? «Una misura simile deve essere giustificata perché va preso in considerazione anche il discorso della protezione della privacy», analizza Badaracco. «È comunque un aspetto sul quale vale la pena riflettere. Non so comunque quanto una misura simile possa risolvere il problema, tutt'al più renderebbe più facile l'identificazione dei vandali a fatto avvenuto. Va infine detto che la posizione non è delle più agevoli per installare un sistema di videosorveglianza».

Il precedente

La statua, lo ricordiamo, era stata installata nell'ottobre 2024 all'interno del parco Ciani per poi esser spostata alla Foce di Lugano. Nei primi giorni dello scorso mese di agosto era quindi stata rimossa da ignoti e buttata nel lagoUna petizione firmata da 1.300 persone ne chiedeva il ricollocamento a Lugano, «in una posizione più sicura, visibile e strategica per la città». Cosa che era stata fatta appunto lo scorso 24 ottobre quando, durante la quarte edizione del Plan ₿ Forum, Valentina Picozzi aveva inaugurato nel parco Ciani la nuova versione dell'opera, riparata a proprie spese con la tecnica del kintsugi.