
Non mancano le reazioni negative alla notizia, pubblicata sull'ultimo bollettino ufficiale delle leggi, che le ditte della Svizzera tedesca e romanda non saranno tenute a versare i 600 franchi di tassa d'iscrizione all'albo degli artigiani previsto dalla nuova Legge sulle imprese artigianali.
Già il presidente dell'Unione associazioni dell'edilizia Piergiorgio Rossi ha espresso dissenso ieri sera ai microfoni della RSI, parlando di "discriminazione" nei confronti delle imprese ticinesi. "Eravamo partiti dal presupposto che ci fosse un equità di trattamento, non capisco il senso di mettere regole che deve rispettare solo l'artigianato ticinese" ha dichiarato Rossi.
Oggi su La Regione è invece il primo firmatario dell'iniziativa per l'istituzione della Legge sulle imprese artigianali, il deputato PLR Paolo Pagnamenta, a esprimere il proprio malcontento. "Prendo atto che un'altra legge uscita dal dipartimento di Claudio Zali va incontro a difficoltà tali da compromettere ancora una volta gli interessi dell'economia ticinese" afferma Pagnamenta, ricordando che quando era stato "approvato il messaggio in Gran Consiglio, il foglio leghista esaltava l'impegno di Zali contro la concorrenza dei padroncini italiani."
Invece alla fine l'impressione è che a pagare saranno solo le imprese ticinesi, nonostante l'obiettivo fosse quello di favorirle. "L'esigenza di tutelare il mercato interno contro gli abusi era nata dagli imprenditori locali" dichiara Pagnamenta. "La proposta è rimasta due anni sul tavolo del Dipartimento del territorio e in tutto questo tempo si sarebbe dovuto almeno fare le verifiche giuridiche del caso."
Il quotidiano bellinzonese ricorda infine a Pagnamenta che nemmeno in commissione e nemmeno in Gran Consiglio ci si era accorti che la legge sarebbe andata in contrasto con il diritto superiore. Solo Carlo Luigi Caimi rese attenti i colleghi del possibile inghippo, ma la legge venne approvata senza problemi. "È vero, ma siamo un parlamento di milizia" risponde il deputato PLR, "e non mi pare siano mancate le verifiche."
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