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Ticino
Ancora senza volto l'omicida di Matteo Diebold
Redazione
16 anni fa
Gli inquirenti hanno interrogato fino a tarda notte alcune persone. Potrebbero emergere elementi in grado di far luce sull'omicidio

Non ha ancora un volto l'omicida di Matteo Diebold, rinvenuto cadavere ieri mattina nel suo appartamento di via Sorengo 20 a Lugano. Gli investigatori indagano tra le amicizie e le frequentazioni del 40enne. In particolare negli ambienti omosessuali. Si esclude infatti che Diebold possa essere stato ucciso da un ladro o da un rapinatore. Insomma, probabilmente conosceva il suo carnefice e il movente potrebbe essere passionale. Gli inquirenti hanno interrogato fino a tarda notte, scrive oggi il Corriere del Ticino, due o tre persone. Dalle loro testimonianze potrebbero emergere elementi per far luce sull'omicidio.

L'assassino ha colpito Diebold con diverse coltellate, all'addome, alla schiena. Il coropo presentava anche dei tagli sulle mani, segno evidente che la vittima ha cercato di proteggersi dai colpi inferti dall'omicida. E all'appello non manca solo l'autore, ma anche l'arma utilizzata per uccidere Diebold.

Matteo Diebold, responsabile del settore marketing dell'UBS, era anche grafico. Nutriva la passione della buona tavola, della musica, del design, della fotografia e della neve. Sul suo sito internet infatti ci sono le immagini del suo viaggio in Alaska di 9 anni fa.

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