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Ticino
Ancora scintille tra Zali e Pronzini
Ancora scintille tra Zali e Pronzini
Ancora scintille tra Zali e Pronzini
Redazione
8 anni fa
Il ministro replica sul tema previdenza: "Non mi dia del ladrone. Non so come funziona dove lavora lei, sempre che lavori"

Le scintille in aula tra il consigliere di Stato leghista Claudio Zali e il deputato MPS Matteo Pronzini non sono quasi più una novità. Dopo gli scontri degli ultimi mesi, ieri pomeriggio è scattata l’ennesima ‘bagarre politica’ tra i due.

A scatenare il botta e risposta, rammenta il CdT, è stata un’interpellanza del parlamentare sul trattamento previdenziale dei membri del Consiglio di Stato. Nel rispondere, Zali ha indicato il numero di ex consiglieri di Stato che dal 1998 al 2018 hanno percepito il contributo sostitutivo AVS (11) e quello di ex membri del Governo o membri in carica che hanno riscattato anni di servizio (6).

“Il problema del riscatto è ancora più grande di quanto ci aspettavamo - ha ribattuto Pronzini – Per quel che riguarda il prezzo degli anni di riscatto si tratta di uno scandalo gravissimo, con i rimborsi che in confronto sono delle bazzecole”. Per il deputato MPS i ministri hanno fatto letteralmente “man bassa come nella caverna di Alì Babà, prendendosi prestazioni delle quali non avevano diritto”.

“Io non so come funziona dove lavora lei, sempre che lavori - ha ribattuto il presidente del Governo - Ma io non mi faccio dare del ladrone da lei”.

“Se vuole mi denunci allora”, è stata la replica di Pronzini. “Il Governo attuale non percepisce alcun contributo sostitutivo AVS – ha poi concluso Zali - La questione dei furti e delle domande di restituzione è minestra riscaldata che questo Parlamento si è già dovuto sorbire nei primi anni Duemila per voce di qualcun altro della sinistra. Allora il Parlamento chiuse in modo chiaro la vicenda, senza purtroppo porre le basi legali necessarie affinché questo discorso stucchevole non venisse ripreso da lei. Le do atto unicamente che gli atti legislativi non sono a posto. Se invece ci vuole chiamare ladroni, lo faccia in altra sede così potrò denunciarla come si merita”.

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