
Non si interrompe il lento miglioramento dell’economia ticinese, ma inizia a impensierire il tenore di crescita che si rivela sempre meno energico. Lo rileva l'ultimo monitoraggio congiunturale sull'evoluzione dell'economia ticinese per il secondo trimestre del 2014, stilato dall'Ufficio di statistica.
A frenare l’andamento congiunturale del cantone è, ancora una volta, il rallentamento economico estero, in particolare di Germania e Italia. In Svizzera gli indicatori globali continuano ad essere positivi, sebbene la domanda interna inizi ad affievolirsi e la domanda esterna non sia ancora sufficientemente forte per dare uno slancio più deciso alla crescita.
In Ticino sono i comparti dell’edilizia e del bancario ad offrire i maggiori segnali positivi, nonostante anche loro lamentino alcune difficoltà settoriali. Sul fronte interno, i consumi privati appaiono ancora sottotono, situazione che si riflette nelle difficoltà del commercio al dettaglio; mentre sul fronte esterno, l’industria avverte una crescita di produzione e di ordinativi, anche se questi sono giudicati tuttora lontani dal livello ottimale. Ancora meno positivo il quadro del comparto turistico; in questo caso la stagione è stata pregiudicata anche da fattori meteorologici.
In chiaroscuro i dati del mercato del lavoro, dove aumentano gli impieghi e le persone occupate, ma crescono pure le persone disoccupate (a fronte di una diminuzione degli iscritti agli URC, persiste l’incremento dei non iscritti).
Il quadro prospettico diventa più prudente, proprio in virtù del rallentamento dei comparti che finora avevano trascinato la crescita, in attesa di configurare meglio le potenzialità effettive dei comparti economici che finora sono rimasti più in coda.
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