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Ticino
Ancora mistero sull'auto bruciata
Redazione
13 anni fa
Prosegue il procedimento sul caso dell'Audi di un luganese. La chiave di tutto, forse, sono due chili di marijuana

Prosegue il procedimento sul caso dell'auto di lusso, un'Audi di proprietà di un macedone residente a Lugano, ritrovata carbonizzata tra Mesenzana e Germignaga, nella fascia di confine. L'autore del rogo è un italiano di 25 anni residente nell'alto Varesotto. Non sono però ancora chiari i contorni dell'atto criminale. Le versioni della vittima e del colpevole, come riporta oggi il Corriere del Ticino, sono infatti molto discordanti. I due, questo è un fatto assodato, si erano conosciuti fuori da un night in Ticino. Il luganese ha raccontato dapprima di essere stato rapinato dall'italiano, armato di coltello, in dogana a Ponte Tresa, dopo che entrambi avevano fatto un giro sull'auto. Poi però ha cambiato versione, dicendo che l'italiano era saltato all'improvviso nell'abitacolo, partendo con l'automobile. Il ladro presunto incendiario, invece, sostiene di aver lasciato la vettura accanto al cimitero di Mesenzana con le chiavi inserite e che da allora non ha più saputo nulla.Il ladro aveva confessato solo dopo essere stato individuato dai carabinieri, grazie alla descrizione fornita dal macedone di Lugano. In una casa di Lavena Ponte Tresa, dove vive un cittadino dominicano, era poi stato trovato un cellulare che era stato rubato insieme all'auto. Nella stessa casa erano stati trovati due chilogrammi di marijuana: potrebbe essere questa la chiave di tutta la vicenda. Vicenda che è attualmente al vaglio del giudice per le udienze preliminari del tribunale di Varese. E i punti da chiarire restano molti.

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