
All'indomani della notizia dell'identificazione dell'uomo che nell'agosto scorso cercò su Facebook un cecchino per eliminare Manuele Bertoli, spunta oggi un nuovo caso di insulti all'indirizzo del presidente del Governo.
In questo caso l'autore non è un agente privato di sicurezza, bensì una dipendente della Città di Lugano, collaboratrice del Museo delle culture.
Nel novembre scorso, riferisce il Corriere del Ticino, la donna ha scritto pesanti insulti all'indirizzo di un collaboratore di Bertoli, e poi direttamente nei confronti del consigliere di Stato.
"Magari si tagliasse la lingua così, oltre che cieco, sarebbe pure muto" si legge nel commento da lei pubblicato su Facebook.
E così, sull'onda del caso Venuti, negli scorsi giorni il Municipio di Lugano ha aperto un'inchiesta amministrativa nei confronti della donna. La notizia è stata confermata dal sindaco Marco Borradori, che però al momento preferisce non commentare il caso.
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