
Nuove prove di dumping salariale al cantiere del termovalorizzatiore di Giubiasco. Non c'è dunque solo il caso di una ditta italiana. Un'azienda modenese che impiegava un operaio italiano e cinque portoghesi pagando salari di circa 1'900 franchi al mese, poco più di dieci all'ora, a fronte di un minimo contrattuale di 4'600 franchi. L'impresa ha tuttavia già provedduto a risarcire i dipendenti adeguando loro i salari al contratto collettivo. Bruno Zarro, il responsabile dell'associazione interprofessionale di controllo, ha ricevuto stamattina nuova documentazione riscontrando altre violazioni delle regole contrattuali e salariali. Sono cinque i dossier arrivati sulla sua scrivania. Precisando di aver dato fino ad ora solo una breve e sommaria lettura di quei documenti, Zarro ha già potuto osservare delle irregolarità che concernono un'azienda germanica. Si tratta di una ditta che paga i propri operai impegnati a Giubiasco, dei fabbri, 9 euro e 30 centesimi, invece di retribuirli 16 euro all'ora. Delle 30 ditte sotto la lente degli organi di controllo ce ne sono ancora 4 che non hanno consegnato i documenti relativi alle paghe, ci ha spiegato Zarro. Una di loro li avrebbe appena inviati. Le altre dovrebbero invece farli pervenire entro mercoledì della prossima settimana. [email protected]
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

