
Anche quest'anno torna alla ribalta il problema della radioattività dei cinghiali in Ticino.
Gli ultimi casi in ordine di tempo riguardano la Vallemaggia, le Centovalli e la Leventina, come si può leggere su La Regione di oggi.
Tre cinghiali abbattuti nelle scorse settimane in Vallemaggia hanno dovuto essere sequestrati in quanto presentavano valori alquanto eccessivi di Cesio-137, in due esemplari uccisi nelle Centovalli è stato trovato un valore di becqurel/kg superiore al consentito ma non tale da far scattare la confisca, mentre un altro cinghiale abbattuto in Leventina è stato sequestrato perché aveva nelle carni dei valori di radioattività ben oltre la soglia di tolleranza.
A causare la radioattività dei cinghiali, come noto, sono i cosiddetti "tartufi dei cervi", dei funghi che crescono a circa dieci centimetri di profondità nel suolo, non commestibili per l'uomo ma prediletti dai suidi.
Questi funghi presentano un'elevata contaminazione da Cesio-137, per cui è rischioso mangiare la carne degli animali che se ne sono cibati. Proprio per questo il Cantone continua a monitorare con particolare attenzione il fenomeno, con fitti e capillari controlli. "Così riusciamo a evitare che la carne contagiata entri nella catena alimentare" spiega a La Regione il veterinario cantonale Tullio Vanzetti. "I consumatori possono quindi stare tranquilli."
Il problema della radioattività proveniente da Chernobyl, che non riguarda gli altri animali presi di mira dai cacciatori come cervi o camosci, durerà ancora a lungo, secondo Vanzetti: "Ne sentiremo parlare ancora per i prossimi decenni, considerati i tempi di dimezzamento di questo isotopo."
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