
È passato ormai un mese dal tragico incidente sulla pista dell'aerodromo di Lodrino, nel quale un 20enne perse la vita schiantandosi ad altissima velocità contro un veicolo di servizio, mentre testava la sua nuova moto.
Subito dopo quell'incidente, da più parti si erano levate voci per denunciare la facilità d'accesso alla pista ed i rischi legati alla convivenza tra l'attività aeroportuale e le prove di velocità.
Fatto sta che a un mese di distanza, come scrive oggi La Regione, i bolidi non sono affatti spariti dalla pista di Lodrino.
In particolare durante le serate dei fine settimana, sono numerosi coloro che entrano in pista con le proprie motociclette per correre a folle velocità.
Una situazione che la Sezione logistica dell'Esercito non vuole commentare, spiegando però che sono al vaglio provvedimenti per chiudere ermeticamente l'aerodromo, tramite un potenziamento della segnaletica e la posa di recinzioni.
È stata inoltre rispolverata un'ipotesi già studiata anni fa, ossia quella di spostare la strada secondaria che dalla Cantonale porta al ristorante e hangar Heli TV, in modo da eliminare uno dei più facili accessi alla pista. Anche sul lato nord occorrerà intervenire, visto che attualmente è possibile entrare in pista da una strada di campagna che costeggia l'A2, solcando solo una decina di metri di prato.
Tocca ora all'Ufficio federale dell'aviazione decidere quali provvedimenti prendere per impedire le indesiderate, e pericolose, incursioni sulla pista.
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