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"Anche noi dovremmo scusarci con le tre vittime"
"Anche noi dovremmo scusarci con le tre vittime"
"Anche noi dovremmo scusarci con le tre vittime"
Redazione
8 anni fa
Il Governo ha parzialmente risposto alle interpellanze sul caso dell'ex funzionario del DSS condannato per coazione

Nell'odierna seduta di Gran Consiglio il Governo ha - parzialmente - risposto ai vari atti parlamentari riguardanti il caso dell'ex funzionario del DSS condannato lo scorso 29 gennaio per coazione (vedi articoli suggeriti). Il Consiglio di Stato ha potuto dare solo risposte parziali in quanto si attendono le motivazioni scritte della sentenza del giudice Marco Villa e l'esito dell'inchiesta amministrativa ordinata dal Governo. Come ricorderete, a fine gennaio il Governo aveva incaricato il capo della Sezione delle risorse umane e il consulente giuridico del Consiglio di Stato di esaminare gli atti dell’inchiesta penale e le motivazioni scritte della sentenza.

In apertura di dibattimento hanno preso la parola i deputati che hanno inoltrato degli atti parlamentari sulla vicenda. Per il deputato e presidente PPD Fiorenzo Dadò il nome non è stato fatto non tanto per proteggere le vittime ma il funzionario stesso (ma a chiedere di non rivelare il nome erano state le vittime stesse, ndr). “In passato altri nomi sono stati spiattellati per un nonnulla”, ha tuonato Dadò che, in aula, il nome l’ha fatto. “Non si può non trattenere il vomito nel leggere l’atto d’accusa, nel leggere cosa l’ex funzionario ha fatto alle vittime. Il giudice Marco Villa ha fatto quello che ha potuto. Non vogliamo accanirci su nessuno ma vogliamo mettere ordine e ridare credibilità all’Amministrazione cantonale e ci attendiamo in tempi celeri delle risposti soddisfacenti. Non dovessimo ottenerle chiederemo l’apertura di un procedimento penale nei confronti di chi ha taciuto”.

“Mi sento in obbligo di esprimere nei confronti delle tre donne che hanno avuto la forza di denunciare questi fatti e credo che anche noi, come già il giudice Villa, dobbiamo chiedere loro scusa - ha esordito Matteo Pronzini - Io credo che sia importante capire se le accuse fatte e confermate hanno avuto un seguito o meno da parte dei suoi superiori”.

“Non voglio focalizzarmi sul funzionario predatore ma occorre fare una riflessione sul perché una persona simile abbia potuto lavorare per così tanto tempo a contatto con i giovani - ha rimarcato Boris Bignasca (Lega) - Ci vogliono sanzioni e controlli per tutelare questi giovani. Il diritto penale ha fatto quello che poteva fare ma la politica devono attuare severissimi controlli”.

La parola è passata al presidente del Governo Claudio Zali che ha esordito a titolo personale distanziandosi dalla “lettura strumentale di stralci” dell’atto d’accusa. A titolo di premessa Zali ha sottolineato che allo stadio attuale l’unica fonte di informazioni è quanto affermato dal giudice Marco Villa durante la lettura della sentenza. Il Consiglio di Stato ha chiesto copia di questa sentenza, in particolare per far luce su eventuali responsabilità di funzionari che avrebbero taciuto su questi fatti. Spetterà dunque all’inchiesta amministrativa far luce su eventuali segnalazioni risalenti già al 2005 e su altrettanto presunti insabbiamenti. L'ex funzionario, ha spiegato Zali è stato nel frattempo licenziato e percepisce ancora il salario, così come previsto dalla Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti sui termini di disdetta.

Il plenum ha infine respinto con 29 voti contrari, 24 favorevoli e 9 astenuti la proposta di Matteo Pronzini di aprire una discussione generale sul tema.

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