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Esercito
«Anche le truppe di salvataggio ora devono pensare a difendersi»
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Redazione
5 ore fa
Ieri a Lugano il pubblico ha potuto conoscere da vicino le attività del Battaglione di salvataggio 3 dell'Esercito svizzero – Un’occasione per capire come la situazione internazionale ha modificato le operazioni di queste truppe

Ieri l’esercito svizzero si è mostrato alla popolazione in Piazza Castello a Lugano. L’occasione è stata la «Giornata di presenza aperta al pubblico» organizzata dal Battaglione di salvataggio 3, l’unica formazione del genere di lingua italiana. «Siamo specializzati in impieghi con grandi piazze sinistrate, quindi case crollate, grandi incendi o stabili colpiti dall’artiglieria nemica», ci ha spiegato il Comandante ten col SMG Stefan Roos. Con lui abbiamo anche parlato di come è cambiato il lavoro dell’esercito negli ultimi anni, caratterizzati da sempre più conflitti e tensioni geopolitiche. «Se penso a venti o trent’anni fa, il focus delle truppe di salvataggio era sul supporto delle autorità civili, quindi l’impiego a favore delle organizzazioni a luci blu», ci ha detto. Oggi, però, le cose sono diverse. «Negli ultimi anni, invece, il focus di tutto l’esercito si è spostato sulla difesa: anche le nostre truppe devono iniziare a pensare a un impiego in un contesto di minaccia, dove serve difendersi, e non più semplicemente di supporto alle autorità civili». L'esempio, in questo caso, è legato alla guerra in Ucraina. «La parte avversa sa quando arrivano i soccorsi e spesso attacca un paio di ore dopo sapendo che sul posto ci sono dei soccorritori. Per questo dobbiamo iniziare ad allenarci per adempiere alla nostra missione anche in questo contesto», conclude Roos.