
Le aggressioni e le molestie sessuali costituiscono una realtà per molte persone, in particolare per le donne e le ragazze. In occasione dell’anniversario dello Sciopero femminista, la GISO ha chiesto alle donne e non solo di raccontare la propria esperienza. Più di 200 testimonianze raccolte sono state diffuse per tutta la Svizzera stamattina. Questa realtà è decisamente troppo poco abbordata dal discorso pubblico, non esistono delle vere statistiche ufficiali sul soggetto. “È situazione è intollerabile ed è per questo che vogliamo rendere visibili le realtà delle persone toccate”, spiega Laura Guscetti. Per questo motivo la Gioventù socialista vuole delle misure adatte contro le aggressioni e le molestie sessuali.
Per rendere questa problematica visibile, la GISO Svizzera ha lanciato settimana scorsa un appello a condividere in modo anonimo la propria esperienza di aggressioni e molestie sessuali. Più di 200 persone hanno risposto all’appello e condiviso la loro storia e oggi queste testimonianze sono state diffuse in tutta la Svizzera. Per la presidente Ronja Jansen “la società non deve più chiudere gli occhi di fronte alle violenze che le ragazze e le donne vivono quotidianamente”. Le testimonianze spaziano fra i commenti sessisti, fino ad aggressioni sessuali, maltrattamento infantile, passando per atteggiamenti oggettificanti. Per la GISO Svizzera “è chiaro che la violenza sessuale è strutturale e sono queste strutture che devono essere combattute”. Secondo uno studio rappresentativo dell’istituto gfs.bern, più della metà della popolazione femminile è già stata molestata e/o aggredita sessualmente durante il corso della sua vita. Solo poche decidono di ricorrere alla via giuridica, “perché si trovano confrontate a numerosi pregiudizi, alla colpevolizzazione delle vittime e a delle procedure traumatizzanti”.
Nel canton Ticino 28 testimonianze di molestie o abusi sessuali sono state appese. “In questo modo vogliamo rendere visibili queste realtà e il fatto che il canton Ticino non è risparmiato da questo tipo di violenza sessista”, spiega Federica Caggìa.
La GISO esige:
• La costruzione di statistiche ufficiali in materia di aggressioni e molestie sessuali (e di genere);
• Una sensibilizzazione in seno al sistema educativa e sul posto di impiego;
• Maggiori istituzioni di aiuto facilmente accessibili in caso di molestie e abusi sessuali;
• Una revisione della legge concernente i reati contro l’integrità sessuale, mettendo al centro il principio “Solo sì vuol dire sì”
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