
Il giorno dopo la decisione del Governo austriaco alla luce dell'espulsione da parte del governo austriaco di alcuni imam islamisti di chiudere sette moschee e di espellere alcuni imam e quella della presenza in Ticino di due cittadini libici nel mirino dei servizi segreti italiani che avrebbero fatto ricoverare una quarantina di compatrioti in Svizzera, il deputato leghista Boris Bignasca ha inoltrato un'interrogazione al Consiglio di Stato in cui chiede "di prendere esempio dall'Austria".
"Negli scorsi mesi ha destato molta preoccupazione la scoperta che alcuni imam hanno organizzato eventi politico-religiosi, con protagonisti bambini in tenuta paramilitare che inscenavano la battaglia di Gallipoli (vedi suggerito): campagna della prima Guerra Mondiale che segna la vittoria dell’Impero Ottomano sugli eserciti inglesi e francesi e che viene interpretato dagli integralisti islamici come un simbolo della potenza bellica del mondo islamico evidenzia Bignasca - "I media riportano come i tentacoli del fondamentalismo hanno anche raggiunto la Svizzera. Lo scorso 25 marzo a Uttwil (Canton Turgovia), nell’ambito dei corsi di lingua e cultura dei paesi d’origine finanziati del governo turco, bambini di scuola elementare in tenuta militare sono stati protagonisti della propaganda bellica islamista. Lo stesso mese a Biberist (Canton Soletta) i responsabili della moschea locale hanno organizzato un evento simile con il patrocinio di una fondazione legata all’agenzia governativa turca degli affari religiosi Diyanet".
Per il deputato "si tratta di chiari segnali, che non vanno sottovalutati, della presenza in Svizzera di un islam politico sostenuto e finanziato dall’estero, che prolifera in talune moschee e centri culturali e che impedisce la pacifica integrazione e mette a rischio la nostra sicurezza. Pertanto, la decisione del Governo austriaco di chiudere le moschee fondamentaliste ed espellere i relativi imam è da accogliere positivamente, essendo un provvedimento concreto contro l’integralismo islamico e i predicatori d’odio".
"Anche in Ticino va mantenuta alta la guardia per contrastare tendenze di radicalizzazione e fermare qualsivoglia influenza economica ed ideologica di governi stranieri. In particolare sul territorio svizzero risulta attiva la ITDV (İsviçre Türk Diyanet Vakfı, ossia Fondazione Turco Islamica): l’organizzazione raggruppa una cinquantina di moschee e centri culturali in Svizzera. Sul sito web della Fondazione Turco Islamica ITDV (http://diyanet.ch/dernekler/) è consultabile una lista delle moschee e dei centri culturali appartenenti alla Fondazione: è presente anche il Ticino. Infatti, secondo la lista sul sito ufficiale, farebbero parte della rete turca la moschea di Giubiasco di Via Baragge e il Centro Culturale Turco Islamico di Lugano di Via Giuseppe Maggi", rammenta Bignasca.
Fatte queste premesse Bignasca pone le seguenti domande al Consiglio di Stato:
1. L’Austria si è impegnata concretamente per contrastare i predicatori d’odio e i finanziamenti provenienti dall’estero volti alla diffusione dell’islam politico, chiudendo alcune moschee ed espellendo gli imam estremisti. Il Consiglio di Stato intende prendere esempio dall’Austria ed intensificare l’impegno a favore della sicurezza e dell’integrazione per contrastare l’islamismo politico?
2. Sia in Austria che in Svizzera sono state realizzate, rappresentazioni propagandistiche della battaglia di Gallipoli, con protagonisti bambini. In Ticino si sono verificati eventi simili? Il Governo monitora l’attività e gli eventi organizzati dai responsabili di moschee e centri culturali legati a governi esteri?
3. In Ticino quali sono gli enti che organizzano e finanziano i corsi di lingua e cultura dei paesi d’origine (Corsi LCO)? Dato che generalmente la scuola pubblica fornisce i locali per lo svolgimento di tali corsi e che essi devono essere apolitici e aconfessionali, il DECS monitora i contenuti di questi corsi e vigila affinché non siano occasione di propaganda politica o religiosa fondamentalista?
4. L’Austria ha espulso alcuni imam che appartengono all’associazione ATIB, in quanto strettamente legati al governo turco e alla sua politica di espansione di una visione integralista dell’islam. In Svizzera è invece attiva la Fondazione Turco Islamica ITDV. Il Consiglio di Stato come valuta l’attività di questa organizzazione in Svizzera? In Ticino sono presenti membri della ITDV?5. Secondo la lista presente sul sito web ufficiale della Fondazione Turco Islamica ITDV (http://diyanet.ch/dernekler/), farebbero parte della rete turca la moschea di Giubiasco di Via Baragge e il Centro Culturale Turco Islamico di Lugano di Via Giuseppe Maggi. Il Consiglio di Stato intende verificare se questi due centri ottengono finanziamenti dal governo turco? Intende inoltre compiere accertamenti sui legami con il governo turco e sulla loro attività?
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

