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Ticino
Anche il Vpod scende in piazza il prossimo 29 febbraio
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Il 90% dei votanti del sindacato ha deciso a favore della protesta indetta da un'assemblea intersindacale dopo la sessione del Parlamento sul Preventivo 2024.

Anche il sindacato Vpod sarà presente allo sciopero del prossimo 29 febbraio, indetto dall'assemblea intersindacale dopo la sessione del Parlamento sul Preventivo 2024. Il 90% dei votanti del sindacato Vpod ha infatti acconsentito di scendere in piazza per protestare contro i tagli decisi nell'ambito delle misure di rientro.

No alla proposta del Governo

Il sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari non accetta in particolare la proposta del Governo dello scorso 8 febbraio. Lo scopo dello sciopero, si legge nella nota diramata dal sindacato, è di ottenere la piena compensazione del carovita maturato nel 2023, pari all'1,4%. "Il taglio del carovita per un salario di 100'000 franchi costa al dipendente 1'400 franchi per un anno, 14'000 franchi su 10 anni, 28'000 franchi su 20 anni, ecc", evidenzia il sindacato, precisando che il Ticino "è l’unico Cantone a non versarlo".

Non è previsto nulla per gli enti sociosanitari sussidiati

Il Governo, ricorda Vpod, ha offerto "limitatamente al 2024 un'indennità annua pari a 400 franchi, con un grado di occupazione al 100%, e 2,5 giorni di vacanza extra per gli impiegati, che valgono la metà per i docenti cantonali/comunali". Il Governo non ha invece previsto nulla per gli enti sociosanitari sussidiati: "Nel Preventivo 2024 del Cantone non vi è nessun finanziamento aggiuntivo a tale scopo, anzi vi è il mantenimento dei tagli sul contributo annuale e sulle riserve degli enti sociosanitari. Ad ora il Governo non ha espresso l’intenzione di stanziare alcun credito extra preventivo per gli enti sociosanitari sussidiati".

Si scende in piazza

La distanza tra le posizioni del sindacato e del Governo "rimane pertanto enorme", sottolinea il Vpod. "Non solamente per le condizioni salariali degli impiegati e i docenti cantonali/comunali, ma anche per quelle degli operatori sociosanitari degli enti esterni". Da qui la decisione di scendere in piazza il prossimo 29 febbraio per far sentire "alta e forte la voce del personale delle scuole cantonali e comunali, delle strutture pubbliche e degli enti sociosanitari allo scopo di non subire il taglio del carovita e di lottare con forza per condizioni di lavoro adeguate e per il mantenimento della qualità del servizio pubblico e d’interesse pubblico".