
Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) prende la difesa di un gruppo di studenti del bachelor in scienze della comunicazione dell'USI, che alcuni giorni fa ha inoltrato al Decanato della facoltà una lettera per chiedere di poter seguire il corso del terzo anno di "Metodi qualitativi" in lingua italiana e non in inglese, come avveniva fino all'anno scorso. La decisione di questo cambiamento era stata comunicata agli studenti solo a fine agosto.
Tramite una lettera indirizzata all'USI, il SISA spiega di appoggiare le rivendicazioni degli studenti: "(...) che ci paiono legittime e meritevoli di un'attenzione particolare da parte del Decanato della Facoltà di scienze della comunicazione (che avrebbe effettivamente potuto informare gli studenti con anticipo, evitando così che l'informazione giungesse solo 2 giorni prima dell'inizio del corso)."
Questa informazione è "purtroppo in buona parte mancata, le autorità dell'Università non hanno dimostrato sufficiente chiarezza nei confronti degli studenti, preferendo optare per colloqui "di facciata" con studentesse che non rappresentano il gruppo di firmatari e senza interloquire con chi invece si è preoccupato di redigere la richiesta, di inoltrarla e di contattare le autorità per ottenere spiegazioni".
Il Sindacato non trova corretto neppure quanto espresso dal responsabile della comunicazione Giovanni Zavaritt, che tramite le pagine de laRegione ha giustificato il cambio di lingua dell'insegnamento, sottolineando come sia necessario acquisire una certa padronanza dell'inglese al terzo anno di Bachelor. "Le giustificazioni addotte (..) ci paiono altrettanto opinabili, in quanto eludono vari aspetti presenti nella richiesta degli studenti, quali ad esempio la comprovata complessità della comprensione del corso già in italiano o la richiesta di poter svolgere lavori di gruppo e prove intermedie in lingua italiana, e glissano su aspetti potenzialmente discriminatori citati dai firmatari, quali il divario linguistico tra il livello B2 (richiesto per il bachelor) e il livello C1 (master), o la parità di trattamento con chi ha ottenuto il bachelor sostenendo il corso in italiano".
Per questi motivi il sindacato chiede alle autorità dell'Università di intervenire affinchè "le istanze degli studenti vengano accolte e che sia dato loro modo - in termini di tempo e di supporti di studio: "compendi e saggi" in lingua italiana - di recuperare le lezioni già svoltesi in lingua inglese".
"In secondo luogo, ci permettiamo di porre alcune domande volte a chiarire aspetti degni di ulteriori chiarificazioni, relativi la risposta pubblicata a mezzo stampa:
1. Quali sono i "vostri parametri" che permettono di qualificare il livello linguistico del corso come B2 e non come C1?2. Quali sono gli "strumenti specifici" messi a disposizione degli studenti?3. Come qualificano il rettorato e il Consiglio dell'USI l'operato del Decanato della facoltà di scienze della comunicazione?4. Essi non ritengono che l'università, intesa come luogo di costruzione collettiva e democratica dei saperi, dovrebbe basarsi su una partecipazione attiva degli studenti nella formulazione delle decisioni e dei programmi che li concernono (come d'altra parte avviene in buona parte delle alte scuole d'Oltralpe)?"
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

