
La dirigenza del Partito Popolare Democratico di Lugano comunica di aver preso atto con dispiacere della decisione di Armando Boneff di non essere più candidato al Municipio, dettata da motivi che, essendo personali, non intende mettere in discussione ringraziando nel contempo il proprio Gran Consigliere per essersi messo a disposizione in questi primi mesi di campagna, certi di poter comunque contare del suo sostegno nei prossimi importanti mesi. La dirigenza constata inoltre con rincrescimento come la rinuncia di un valido candidato molto apprezzato e competente non abbia suscitato in lontananza l’interesse dalla RSI, "che in quanto a par condicio si è già dimostrata parecchio lacunosa sin dall’inizio di questa campagna elettorale". "Un vero peccato in quanto almeno in questa occasione, seppur non gradevole per la nostra Sezione, avrebbe potuto dare perlomeno un po’ più di attenzione a un politico attivo da molti anni e particolarmente attento alle fasce meno abbienti della nostra società" scrive la sezione luganese in un comunicato. Ricordiamo che, neanche un mese fa, era stato l'esponente di un altro partito ad attaccare la televisione pubblica. Pierre Rusconi, consigliere nazionale UDC, aveva infatti annunciato di non voler più partecipare alle trasmissioni della RSI. La decisione fu motivata anche in quel caso con presunte disparità di trattamento nella partecipazione ai programmi politici. A fine ottobre, per citare un altro caso, era stato invece il consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli ad esprimere la propria ira contro la RSI. A scatenarla fu una trasmissione sulla scuola di "60 minuti", alla quale non fu invitato nessun rappresentante del DECS.
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