
I Verdi del Ticino sono soddisfatti della decisione del Tribunale federale che ha approvato la tassa di collegamento, una decisione che giudicano comunque “intempestiva”. Sono infatti passati 3 anni e mezzo dalla votazione popolare che l’ha approvata. Nonostante ritenga che chiamare alla cassa i grandi parcheggi sia una soluzione per incentivare spostamenti sostenibili, il partito chiede che per il momento si sospenda l’applicazione della legge fino a quando “la situazione sanitaria grave sarà risolta e i relativi provvedimenti di blocco rimossi”, si legge in un comunicato stampa.
“In questa situazione di emergenza sanitaria, in cui l’attività economica non indispensabile è stata sospesa, il traffico e l’inquinamento atmosferico sono diminuiti drasticamente, non vi è alcuna ragione di prelevare la tassa di collegamento”. Passata l’emergenza coronavirus, però, il problema dell’inquinamento andrà risolto e giudicano la tassa uno strumento “irrinunciabile per una mobilità più sostenibile e meno inquinante, meno nociva per il clima e quindi in favore di un maggiore benessere collettivo”.
Anche perché l’inquinamento, scrivono, crea un’ulteriore emergenza sanitaria “l’incidenza di asma, malattie respiratorie e allergie è in netta crescita nel nostro Cantone. I limiti di emissione di diversi inquinanti atmosferici sono in effetti ancora regolarmente superati. Una delle fonti più importanti di inquinamento atmosferico è il traffico motorizzato, prova ne è che in questi giorni di “blocco totale” i valori misurati sono letteralmente crollati. L’emergenza sanitaria dovuta all’inquinamento atmosferico è ormai strutturale e causa in Svizzera oltre 3000 decessi prematuri all’anno”.
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