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Ticino
Anche i politici hanno una sensibilità
Redazione
12 anni fa
Una bella storia ha avuto origine settimana scorsa in Piazza Riforma a Lugano

Quella che vi stiamo per raccontare è una storia che fa bene. Una storia che dimostra come dietro alle promesse dei politici si possa nascondere anche un interessamento concreto.

Tutto ha inizio circa due anni e mezzo fa, quando la signora Claudia Riccardi, una ticinese come tante, perde il suo posto di lavoro.

Da allora la signora, colta e con grande esperienza lavorativa, ha passato il suo tempo a inviare curriculum, a bussare ad ogni porta in cerca di un impiego... Sempre invano. Tutti quei (pochi) datori di lavoro che si sono degnati di darle una risposta concreta le hanno indicato l'età (quasi 60 anni) e paradossalmente la vasta esperienza quali handicap per un'eventuale assunzione. "I costi per un impiego di una persona avanti con l'età sono superiori" le dicevano. Si è anche sentita dire che integrare una persona di "una certa età" nell'équipe è difficile. "Sa, nel nostro ufficio sono tutti giovani..." e così via.

Lei sinceramente non si immaginava che la ricerca di un posto di lavoro potesse essere così ostica. Ma a furia di tentativi infruttuosi comincia a rendersi conto della triste realtà del mondo del lavoro, ticinese e non solo: per le persone sopra una certa età non c'è praticamente più speranza di un reinserimento.

La signora Riccardi però non si arrende e lotta in tutti i modi per raggiungere il suo obiettivo: un posto di lavoro.

Per farlo usa anche metodi non convenzionali. Durante il recente Festival del Film di Locarno, ad esempio, si è recata in piazza con un cartello evocante il suo sogno ("CERCO LAVORO possibilmente 100% fisso"), sperando di essere notata da qualche potente, o da qualche giornalista.

Purtroppo, l'attenzione del pubblico locarnese era tutta concentrata sul cinema, e la sua ricerca di lavoro è passata pressoché inosservata.

Bene, riproviamo, si è detta la signora. In occasione dell'arrivo del Consiglio federale a Lugano, la donna ha rispolverato il suo cartello ed è scesa in Piazza Riforma, cercando nuovamente il contatto con politici e giornalisti.

In fin dei conti, oltre che per gli ambasciatori, i consiglieri federali avevano detto di voler venire in Ticino per incontrare la gente e parlare dei problemi del mercato del lavoro. Quale occasione migliore per esporre loro la propria situazione?

E in effetti a Lugano la signora è stata notata. Dapprima è stata intervistata dalla televisione romanda TSR, che le ha dato ampio spazio nel telegiornale serale. Poi, grazie all'intercessione dei giornalisti romandi, è riuscita addirittura ad abbordare il presidente della Confederazione, Didier Burkhalter, sempre davanti alle telecamere.

La signora Riccardi ed il presidente Burkhalter hanno così avuto un lungo e cordiale scambio, in francese, incentrato sui problemi del mondo del lavoro in Ticino. Al termine dell'improvvisato colloquio, il presidente ha lasciato alla signora il suo biglietto da visita, invitandola a scrivergli e promettendole di voler valutare la sua situazione.

Già il mattino seguente la signora ha scritto a Burkhalter, il cui segretario le ha subito risposto, dicendo che il presidente si sarebbe occupato di vedere cosa avrebbe potuto fare. "Non mi sarei mai aspettata che mi avrebbe preso così sul serio" commenta oggi la signora Riccardi.

Ma non è tutto. Sempre quel pomeriggio in Piazza Riforma, poco dopo aver parlato con Burkhalter, la signora Riccardi si è avvicinata anche al consigliere di Stato ticinese Paolo Beltraminelli, il quale aveva nel frattempo appreso della sua situazione. E anche il direttore del DSS si è offerto per valutare la situazione della signora Riccardi e, se possibile, trovarle un impiego.

"Gli ho detto che sono una disoccupata del suo dipartimento" afferma la signora Riccardi, una vita di lavoro nel sociale. "E lui mi ha invitato ad un appuntamento."

La signora Riccardi ed il ministro Beltraminelli si incontreranno così il 2 settembre prossimo. E chissà che dietro l'angolo non ci sia proprio quell'agognato impiego.

"Non so se troverò un lavoro, ma intanto ho ritrovato la fiducia" ci dice la signora, in attesa di incontrare Beltraminelli. "Non mi aspettavo che sarebbe andata così. Ho passato due anni e mezzo a fare la brava, a mandare candidature su candidature, ma non è servito. Forse ci voleva quel tantino di audacia..."

E quel tantino di ascolto da parte della politica. Noi non possiamo che sperare che questa storia abbia il migliore degli epiloghi. Sarebbe davvero un bel segnale. 

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Andrea Stern

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