
L'insegnamento della civica a scuola come materia separata divide anche i giovani.
Il Consiglio cantonale dei giovani (CCG), come riportato lo scorso 9 settembre da La Regione, ha infatti deciso di appoggiare la scissione delle ore di civica da quelle di storia, e dunque sostenere l'iniziativa "Educhiamo i giovani alla cittadinanza", sulla quale si andrà a votare questa domenica.
Non così gli studenti del Liceo Lugano 2, che in una presa di posizione odierna "sconfessano" la decisione del Comitato cantonale dei giovani, dicendo "un chiaro no alla malacivica".
"La decisione assembleare, supportata da un’amplissima maggioranza, sconfessa la posizione presa dal Consiglio Cantonale dei Giovani (CCG), pur spesso ripresa dai promotori della riforma che ne sbandieravano una presunta rappresentatività della gioventù ticinese" si legge in un comunicato della sezione del Liceo Lugano 2 del Sindacato Indipendente Studenti Apprendisti (SISA). "A differenza del CCG (basato sull’iscrizione volontaria), l’Assemblea degli studenti è un organismo pienamente rappresentativo della parte di popolazione di cui si fa portavoce, in questo caso degli studenti del LILU2. La grande partecipazione di questi ultimi alla seduta di ieri ha dimostrato ancora una volta il forte attaccamento dei giovani alle assemblee studentesche, delle preziose occasioni di dibattito con un importante valore civico (come riconosciuto peraltro dal famoso studio SUPSI del 2012...).
Secondo il sindacato tale adesione "smentisce un importante argomento del “Comitato Siccardi”, quello per cui i giovani non sarebbero interessati alla politica e estranei ai processi democratici. Alla prova dei fatti gli studenti mostrano l’esatto contrario, cogliendo oggi l’occasione per denunciare la nocività della succitata modifica di legge. Perché additare le attuali lezioni di civica d’inefficacia quando sono le menzogne, gli scandali e le politiche anti-giovanili (in materia d’istruzione, di lavoro, di spazi d’aggregazione, ecc.) ad allontanare i giovani dalla cosa pubblica? Forse proprio per cambiare tutto perché nulla cambi...".
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