
Anche l'Associazione Ticinese dei Giornalisti (ATG) ha espresso la propria posizione sulle rivelazioni del Corriere del Ticino sul caso Argo 1.
L'ATG ritiene che "ad un’inchiesta possa sempre seguire la controinchiesta di un altro media, con elementi nuovi o addirittura con conclusioni diverse e contrastanti. La varietà della stampa e la diversità dei punti di vista non sono un ostacolo alla ricerca dell’oggettività giornalistica, anzi la garantiscono e la promuovono: tutto sta nell’uso degli strumenti che i giornalisti hanno a disposizione".
Tuttavia "il clamore suscitato negli ultimi giorni dagli articoli e dai titoli pubblicati dal Corriere del Ticino in merito alla vicenda “Argo 1”, è fondato. Soprattutto per la sproporzione tra l’enfasi di due aperture in prima pagina e i fatti rivelati, che appaiono marginali, se non irrilevanti, rispetto ai gravi problemi sollevati dalla vicenda". Per ATG è mancato "il rispetto del principio di proporzionalità, che solo alla luce di un prevalente interesse pubblico consente di violare la sfera privata delle persone e, in primis, di farne il nome".
Un agire che, conclude l'ATG, contraddice "lo stile di sobrietà e precisione che a lungo ha contraddistinto il Corriere".
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