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Ticino
Anche i dipendenti della Posta protestano
Anche i dipendenti della Posta protestano
Anche i dipendenti della Posta protestano
Redazione
9 anni fa
Riuniti in assemblea a Rivera, un centinaio di impiegati ha rivendicato la moratoria sulla chiusura degli uffici postali

A Rivera, in una sala stracolma, ieri sera si è tenuta l’assemblea dei dipendenti degli uffici postali, organizzata da syndicom, il sindacato dei media e della comunicazione. Un centinaio di dipendenti hanno voluto far sentire la loro voce contro l’annunciata chiusura di 500–600 uffici postali in tutta la Svizzera entro il 2020, che toccherà 1.200 posti di lavoro. In Ticino, gli uffici minacciati di chiusura sono 32, più ulteriori 46 sotto esame: 78 in totale sui 112 esistenti.

"Nonostante queste cifre la Posta sminuisce l’impatto che questa ristrutturazione avrà sul personale e invita i suoi dipendenti a cercare lavoro in altri settori interni e all’esterno" si legge in una nota del sindacato.

Marco Forte, responsabile regionale di syndicom, ha incoraggiato i partecipanti a non arrendersi: “Fino a quando non avremo ottenuto la moratoria informate syndicom nel caso in cui doveste essere toccati da questa ristrutturazione. E’ importante che i dipendenti si tutelino soprattutto in questo momento di forti pressioni”.

All’incontro era presente anche Roland Lamprecht, responsabile nazionale di syndicom per il settore Rete Postale e Vendita. A livello nazionale, ha spiegato Lamprecht, si è riusciti a ottenere che la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale si esprimesse a favore di un cambiamento della legislazione postale per garantire una rete di uffici postali più adeguata. L’11 maggio la commissione del Consiglio degli Stati si esprimerà sulla richiesta di syndicom di una moratoria.

Proprio la moratoria è la prima richiesta dei dipendenti della Posta, che oggi hanno consegnato una petizione che chiede uno stop ai tagli. 

Presente all'assemblea anche Gianni Frizzo, presidente dell'associazione “giù le mani dalle officine”, che ha sostenuto i lavoratori della Posta, ricordando la lotta degli operai per le Officine di Bellinzona. 

I dipendenti si sono detti infine pronti a scendere in piazza e manifestare per ottenere la moratoria. Nel corteo del Primo Maggio previsto a Bellinzona, syndicom e i dipendenti della Posta faranno sentire il loro NO ai tagli.

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