
Sembrava di essere in un’aula del Tribunale questa sera a Piazza del Corriere, dove gli ospiti di Gianni Righinetti hanno dibatutto sull’iniziativa UDC per l’applicazione dell’espulsione dei criminali stranieri. A scaldare gli animi è stato soprattutto la clausola di rigore - proposta dal Parlamento nel suo testo di legge e fortemente criticata dall'UDC - la quale dà la possibilità ai giudici di ritirare l'espulsione automatica in casi eccezionali.
"Quello del giudice è un giudizio arbitrario" ha esordito Marco Chiesa, che ha sottolineato l'importanza di applicare un meccanismo automatico per l'espulsione dei criminali stranieri.
A controbattere ci ha pensato Filippo Lombardi, contrario all'iniziativa: "La cecità del vostro automatismo mette in discussione l'intero sistema giudiziario. La separazione dei poteri e il principio di proporzionalità vengono annullati. Il giudice deve avere la possibilità di esprimersi sul caso, quindi essere clemente oppure essere anche più severo. Come Parlamento poi", ha sottolineato Lombardi, "dobbiamo tenere conto sì della volontà del popolo che nel 2010 ha votato a favore dell'iniziativa UDC. Ma anche rispettare altri articoli della Costituzione che sono stati approvati dal popolo, per esempio la Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Non possiamo far cozzare tra loro questi principi. Altrimenti possiamo anche abolire il Parlamento..."
Dal canto suo Giovanni Merlini, anch'egli contrario all'iniziativa, ha fatto notare che il Parlamento nella sua proposta di legge ha inasprito ulteriormente il contenuto dell'iniziativa UDC. "Ci sono 14 reati da cartellino rosso, ossia per cui vale l'espulsione immediata, che l'iniziativa democentrista non tiene neanche conto. Ma almeno il Parlamento rispetta il principio di proporzionalità e della divisione dei poteri grazie a questa clausola di rigore. Il giudice è l'unica persona che conosce l'incarto e decide solo dopo aver conosciuto e interrogato l'imputato, commisurando la pena".
Per Battista Ghiggia (favorevole all'iniziativa) c'è una piena separazione dei poteri: "Non cambia assolutamente nulla, ma ci sarà automatismo nell'applicazione della legge. Gli stranieri che vivono in Svizzera sono i primi a volere questa applicazione perché si vogliono distinguere dai delinquenti. Loro non hanno nulla da temere. Si tratta di rispettare le regole del gioco. È un atto dovuto della democrazia diretta. È sbagliato strumentalizzare il discorso".
Si è poi parlato della disparità di trattamento per i secondos, stranieri di seconda generazioni nati in Svizzera, che ha creato pure tensioni interne nello stesso partito UDC.
Lombardi e Merlini hanno evidenziato che l'iniziativa andrebbe a sfavore dei 2 milioni di cittadini stranieri che vivono in Svizzera. "La legge non fa differenza tra chi è entrato in Svizzera da due settimane e abusa dell'ospitalità, e chi invece vive qui da una vita".
"Il messaggio che state dando" ha ribattuto Chiesa, "è che questi 2 milioni di persone sono tutti potenziali delinquenti e sono tutti a rischio espulsione. Non c'è pericolo per chi non sgarra. Più dell'incarto è importante che chi vive su questo paese rispetti le leggi del nostro paese. Mi aspetto che con questa iniziativa le legge sia più chiara e che non lasciamo ancora aperte delle speranze".
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