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Ticino
Anche gli occhi del Ticino puntati sul Burkina Faso
Anche gli occhi del Ticino puntati sul Burkina Faso
Anche gli occhi del Ticino puntati sul Burkina Faso
Redazione
11 anni fa
Intervista a Mario Canevascini, membro di un'associazione umanitaria ticinese attiva nel Paese africano

C'è molta apprensione anche in Ticino per quanto successo nelle scorse ore in Burkina Faso, dove un commando armato ha assalto un hotel e un bar della capitale Ouagadougou, frequentati da occidentali e personale delle agenzie ONU, uccidendo quasi 30 persone e ferendone decine.

Nel Paese africano, uno dei più poveri al mondo, è infatti attiva dal 1996 l'Associazione ticinese "Beogo", che sostiene progetti in ambito alimentare, igienico-sanitario, educativo/formativo, agricolo ed ecologico.

Di questa fa parte Mario Canevascini che, raggiunto dai colleghi di Radio3i, parla di un Paese "finora relativamente tranquillo, anche perché povero di materie prime e quindi non molto appetibile per le grandi potenze straniere" e soprattutto "un Paese con un grado di tolleranza religiosa molto elevato: vi convivono musulmani, cattolici, protestasti e animisti". Ma, a suo avviso, è probabile che "negli ultimi anni vi siano state molte infiltrazioni jihadiste, visto il grande afflusso di profughi".

Beogo nella lingua locale significa "domani, futuro, avvenire". Ma quali sono quindi le prospettive per il Paese? "Noi - spiega Canevascini - siamo preoccupati. I nostri progetti sono soprattutto nel nord, al confine con il Mali, e non sappiamo come potremo portarli avanti".

Difficile ricevere al momento qualche informazione precisa sulla situazione, anche perché il Paese è quasi isolato, dato che i voli su Ouagadougou sono stati deviati su altre destinazioni. Anche il presidente dell'Associazione doveva recarsi proprio oggi nel paese, ma è attualmente bloccato a Bruxelles.

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