
Il sindacato dei media, si legge in una nota stampa diramata oggi, "deve purtroppo una volta ancora constatare l’aumento delle intimidazioni e delle aggressioni di vario tipo ai danni di colleghi che cercano di svolgere con onestà e professionalità il loro lavoro". In questo fine settimana, "che possiamo definire nero per la libertà di stampa", scrive ancora il sindacato, "diversi sono gli accadimenti da condannare". "Per prima cosa - aggiunge Comedia - disdicevole il ripetersi di aggressioni ai danni di colleghi giornalisti e cameraman nell’ambito di eventi sportivi. Alcuni anni fa accadde alla Resega, sabato sera invece alla pista del ghiaccio della Valascia un collega giornalista e un cameraman sono stati colpiti da alcuni cosìddetti tifosi, dai quali sarebbe ora che le società sportive prendano le debite e dovute distanze". "Il secondo fatto, del quale si è preso conoscenza oggi da immagini mostrate durante la conferenza stampa indetta ai Molini in seguito ai disordini avvenuti ieri - prosegue Comedia nella sua denuncia - riguarda un cameraman della TSI, che è stato manifestamente impedito nello svolgimento del suo lavoro dai militari e allontanato con il divieto di riprendere. Riprese tra l’altro di un momento di manifestazione dai toni ancora piuttosto scherzosi e pacifici. Un tale atteggiamento, oltre che essere sproporzionato, va contro il diritto costituzionale di informare liberamente. Ricordiamo che il diritto di cronaca è sacrosanto e uno dei fondamenti della nostra società democratica. Ricordiamo che questo diritto fondamentale è sancito dall’art. 17 della costituzione dove viene tra l’altro esplicitamente indicato il divieto di censura". "In questo senso - precisa Comedia - va condannato anche il terzo attacco, quello portato contro coloro che in questi giorni nelle vesti di privati cittadini o di osservatori sono stati impediti di scattare immagini fotografiche o di filmare quanto stava avvenendo. In particolar modo preoccupante quanto accorso ad un ragazzo, che nel riprendere gli scontri avvenuti domenica in via Bossi, e che dunque evidentemente non poteva partecipare a qualsiasi tafferuglio, ha subito un attacco da parte della polizia che gli ha causato la rottura della videocamera e lesioni corporali di una certa gravità (braccio rotto). Ricordiamo che il diritto di informare ed essere informati non è infatti di proprietà esclusiva degli operatori dei media, ma è prerogativa di tutta la popolazione. Basti vedere l’articolo 16 della Costituzione che dice: “Ognuno ha il diritto di ricevere liberamente informazioni, nonché di procurarsele presso fonti accessibili a tutti e diffonderle”". Comedia si augura "che venga fatta chiarezza al più presto nelle sedi di competenza, e che si identifichino le responsabilità e gli autori di tali atti al fine che la giustizia possa fare il suo corso".
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