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Clima
Anche Bellinzona scende in Piazza: «Estati a 50 gradi? No, grazie!»
Red. Online
un'ora fa
Circa 300 persone alla manifestazione iniziata alle 17.30 in Piazza del Sole – L'appello alla politica: «Servono misure efficaci e immediate»

«Estati a 50 gradi? No, grazie!». Sono circa 300 le persone che, nel tardo pomeriggio, hanno partecipato alla manifestazione organizzata in Piazza del Sole «per un futuro degno di essere vissuto».

Il messaggio

«Un futuro con estati a 50 °C non è un’opzione. La crisi climatica non scomparirà con la fine dell’estate – e nemmeno la necessità di attivarci. Insieme aumentiamo la pressione affinché vengano attuate immediatamente misure efficaci contro l’aumento delle temperature e a tutela del clima e affinché si realizzi la transizione equa che questa crisi richiede». Questo il messaggio degli organizzatori, che auspicavano «un'ampia mobilitazione». Manifestazioni analoghe si svolgono, oggi, anche a Zurigo, Berna e Basilea.

Le richieste

Al termine di un'estate rovente, con lunghe ondate di canicola, la richiesta è che la politica possa agire in maniera celere. La data, il 25 settembre, è stata scelta poiché «le conseguenze del cambiamento climatico non si esauriscono con la fine dell'estate».

La tutela dei lavoratori

Nicole Rossi, segretaria politica dell'Unione sindacale svizzera, sezione Ticino e Moesa, ai microfoni di TeleTicino: «Tra le conseguenze del cambiamento climatico c'è la questione della tutela dei lavoratori. Durante l'estate abbiamo incontrato la politica e il Governo, ma non è stato abbastanza. Chiediamo che ci sia un piano canicola pronto per l'anno prossimo da attuare alla prima ondata di calore, anziché arrivare sempre tardi. E che sia vincolante per tutti i settori. Per l'edilizia, il CCL prevede norme e regole in caso di canicola, ma è uno dei pochi. Noi chiediamo che ci siano regole per tutti i settori: ci sono state industrie che quest'estate hanno registrato un andirivieni di ambulanze a causa di colpi di calore. La situazione è grave in tutti i settori. Servono regole, soglie generali e vincolanti».

Soffre anche l'agricoltura

«È stata un'estate dura», ha aggiunto Caroline Camponovo, contadina. «Per la fatica fisica, ma soprattutto per la preoccupazione: è stata un'estate secca e avremo un autunno secco. Non sappiamo se avremo abbastanza foraggio per l'inverno. Le conseguenze economiche si possono anche mitigare, ma vedere i campi ingiallire, gli animali senza acqua da bere, sono cose che fanno male e che rendono tutto più difficile». Anche nel suo caso, l'appello è alla politica: «Chiedo sicuramente una presa di coscienza. Vorrei che i politici si rendessero conto che il cambiamento climatico non è sostenibile nel mondo agricolo. Servono misure incisive».