
"Trasferiti come pacchi postali".
Il sindacato di Polizia "Lo Scudo" lancia oggi pesanti accuse in merito al trasferimento di otto agenti da Ponte Chiasso a Roma Fiumicino, avvenuto con un prevviso di pochissime ore. Gli agenti in questione, in servizio sulla linea doganale tra Svizzera e Italia, hanno dovuto portarsi armi e bagagli all'aeroporto della capitale italiana, così, dall'oggi al domani. Perché Roma chiedeva rinforzi e Ponte Chiasso ha dovuto piegarsi alla decisione del Viminale.
"Il nostro organico dovrebbe essere di 80 persone, ma siamo in 60 e d’improvviso dobbiamo fronteggiare richieste di personale da altri uffici. Otto uomini a Fiumicino, uno a Bari, altri 4 a Venezia" ha dichiarato il segretario provinciale del sindacato, Davide Gavazza. "In piena estate, con le ferie programmate da tempo, si chiede agli agenti di trasferirsi a centinaia di chilometri di distanza. E non solo. Il pattugliamento di retrovalico che dobbiamo garantire per 24 ore al giorno viene a essere fortemente condizionato. Siamo di fronte a una situazione insostenibile."
Tanto più che questa estate si sta rivelando particolarmente calda, ai confini. La Svizzera sta aumentando gli effettivi, mentre l'Italia compie il cammino inverso.
Il sindacato ha promesso forme di protesta, "non più soltanto interne".
"Ma i cittadini della provincia di Como non pagano le tasse come (e più) di quelli dei grandi centri urbani?" ha aggiunto il segretario nazionale del sindacato, Pietro Taccogna. "Perché la loro sicurezza, già affidata ordinariamente a forze di polizia con minori organici e risorse, deve essere sacrificata puntualmente? E perché i poliziotti, già tra i meno pagati e tra i più anziani d’Europa, devono essere trattati come oggetti, senza rispetto per loro e per le famiglie?"
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