
Malgrado ieri non si sia tenuto l'atteso incontro tra Andreas Meyer e i deputati del Gran Consiglio a causa del prolungarsi delle discussioni parlamentari, a Bellinzona ieri sera diverse centinaia di persone si sono riunite alla stazione di Bellinzona. I presenti hanno protestato nel quadro di un presidio voluto dagli operai delle Officine, sempre preoccupati per il futuro e i posti di lavoro dello stabilimento bellinzonese.
Nel pomeriggio di ieri il CEO delle FFS ha però fatto sapere, tramite il suo blog, che il Ticino sta a cuore a lui e alle FFS: "Qui abbiamo grandi progetti. Il 10% degli investimenti delle FFS è tangibile in Ticino. Il 6% dei dipendenti delle FFS, ovvero circa 2’000 persone, lavora in Ticino. Nonostante la popolazione ticinese residente corrisponde al 4% della popolazione svizzera e le FFS realizzano solo il 2% dei loro introiti in Ticino. Questo mostra il nostro impegno per il Ticino."
Il futuro delle Officine
Il massimo dirigente delle FFS, negli scorsi giorni in Ticino ci è comunque venuto come promesso e a Bellinzona ha incontrato gli operai delle Officine e anche 300 pensionati delle FFS. Questo quarto viaggio annuale è stata l'occasione allora per sottolineare che le FFS sono disposte "a parlare apertamente della loro evoluzione sull’arco dei prossimi cinque anni e oltre. Questa evoluzione dipende anche dagli sviluppi del mercato. Le misure per aumentare l’efficienza sono necessarie alle FFS come altrove. Nessuno è in grado di dare garanzie sull’arco di decenni. A lungo termine vogliamo posti di lavoro sicuri e più mandati possibili, ma non sono un prestigiatore e non posso farli apparire per magia. Diversamente da 9 anni fa, non ci saranno brutte sorprese. Non abbiamo nessun programma segreto, ma parliamo con franchezza delle opzioni esistenti. Prepariamo i nostri collaboratori e le nostre collaboratrici e non piantiamo in asso nessuno. Non sono molte le aziende che possono vantare un CCL come il nostro."
L'opuscolo "Visioni e apparizioni in Ticino"
Nella sua lettera ai ticinesi, Meyer è tornato sul discusso opuscolo che ha sollevato numerose critiche nelle ultime settimane: "Vogliamo portare avanti la mobilità del futuro in Ticino e insieme sviluppare nuove visioni. Per questo motivo abbiamo commissionato al giornalista Hanspeter Gschwend l’opuscolo «Visioni e apparizioni in Ticino». A lui abbiamo dato la libertà di scrivere la storia di un personaggio affascinante: Giuseppe Molo, sindaco di Bellinzona 140 anni fa. Per lottare contro la forte concorrenza del Nord, Molo è riuscito a far edificare le Officine nella sua città, nel luogo più adatto dal punto di vista economico aziendale."
Il CEO dell'ex regia federale non manca quindi di criticare il modo in cui si è interpretata questa scelta: "Sono state estrapolate alcune parole dal loro contesto e attribuiti all’autore determinati elementi, posso solo dire che il racconto vuole essere un grande complimento a un personaggio che per molti decenni ha caratterizzato la storia di Bellinzona."
Il futuro a lungo termine
L'avvocato, con un passato manageriale anche a Deutsche Bahn, lancia quindi lo sguardo al futuro: "Nei prossimi vent’anni molti lavori subiranno profondi mutamenti – e forse non saranno più necessari. Questi sviluppi concernono tutte le aziende, anche in Svizzera e in tutte le regioni del Paese."
Per questo motivo permetteteci di trovare gli interessi comuni e sfruttare insieme le opportunità - chiosa Meyer - lavoriamo alla mobilità del futuro in Ticino. Discutiamo in maniera costruttiva con tutte le parti. Agiamo consapevoli della nostra responsabilità, curando ciò che esiste e sviluppando nuovi elementi. Con amore e rispetto nei confronti del Ticino e dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici."
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