
Settimana scorsa, l'attacco dell'arciprete di Chiasso, Don Gianfranco Feliciani, al Mattino della Domenica, e dunque anche ai leghisti, durante l'omelia domenicale non era passato inosservato.
Lunedì, lo stesso Don Feliciani e il Vescovo, Mons. Valerio Lazzeri, al nostro portale avevano parlato dell'accaduto, mentre Lorenzo Quadri aveva chiesto ai leghisti di non andare a messa e si era vociferato di un gazebo del Movimento di via Monte Boglia di fronte alla chiesa quest'oggi, con distribuzione di copie del Mattino.
Come è andata a finire? Per saperne di più, abbiamo interpellato due rappresentanti della Lega a Chiasso.
"Eravamo presenti con la bancarella per la raccolta firme relative al Salmo Svizzero, qualcosa di più sobrio rispetto alle idee di metà settimane. Sennò sarebbe stato troppo" racconta Claudio Schneeberger. "Piazzare il gazebo in prossimità della chiesa è stato ovviamente un gesto emblematico, provocatorio ma in modo leggero. Naturalmente, c'erano anche copie del Mattino, e molti lo hanno preso, anche per entrare alla funzione."
Vi sono state reazioni?
"Ammetto che ci siamo sentiti osservati da chi entrava in chiesa. C'era un gruppetto di socialisti con la bandiera con scritto 'Peace', non so quanto premeditato. C'erano dunque le due visioni opposte, ma tutti si è svolto in modo tranquillo, a parte qualcuno che ci ha insultato dicendoci di vergognarci, soprattutto per i toni del settimanale. Molta gente è rimasta colpita dall'accaduto, non si può vietare di leggere un giornale.
Alla funzione era presente anche Sergio Roic, che non avevo mai visto alla messa di Chiasso, mentre di leghisti ve ne erano pochi, ma d'altronde, con Don Feliciani che talvolta ci attacca, non sono mai tantissimi ad andarci, anche se vedendo quanta gente ha preso il Mattino mi chiedo che cosa votino..."
Avete avuto un contatto con Don Feliciani?
"Sì, lui stesso è venuto da noi a parlare. Ci conosciamo, non siamo nemici. Gli abbiamo detto che non ci è piaciuta la sua presa di posizione, e lui ha ribattuto che ama la gente sanguigna, che combatte. Non siamo certo delle pecore nere e lui ci rispetta"
Una marcia indietro, insomma. Lei che idea si è fatto della vicenda?
"Ciò che più mi ha lasciato perplesso è il fatto che nelle interviste successive abbia addirittura rincarato la dose. Rimpiango certi preti di una volta, più vicini alla gente, come Don Willy, con cui la chiesa straripava di fedeli. Don Feliciani a volte parla troppo di politica e di questioni che non lo riguardano. Mi si obietta dicendo che anche lui è una persona, però nella sua veste influenza molta gente, poiché porta la parola del Signore e serve una certa deontologia."
Lunedì il parroco ci aveva detto che diversi leghisti di Chiasso non amano i toni del Mattino, lei ne fa parte?
"A volte effettivamente i toni sono duri, ma ci vogliono per dare una svegliata alle persone e far percepire i messaggi. Non ho mai visto però ricatti e molti giornali scandalistici sono molto peggio."
Incidente chiuso, dunque, tanto è vero che sul profilo Facebook di Schneeberger è apparsa una sua foto assieme a Don Feliciani e a Raffaele Bizzarri, candidato al Gran Consiglio nelle elezioni del 19 aprile.
Anche Bizzarri, tramite il social network, ci ha raccontato la mattina. "Eravamo lì per la raccolta firme sul Salmo svizzero, per far sì che resti così, e avevamo con noi copie del Mattino. Qualcuno ha chiamato la polizia chiedendo se avevamo il permesso, che chiaramente avevamo. Purtroppo un esagitato ci ha dato dei fascisti. Ma tutto si è concluso con la foto con Don Feliciani."
PB
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