
Quattro deputati socialisti chiedono chiarezza sui risultati a fine 2016 della cosiddetta “mini” amnistia fiscale federale.
In un'interpellanza inoltrata al Governo, Bruno Storni, Raoul Ghisletta, Carlo Lepori e Gianrico Corti chiedono di esporre ufficialmente le cifre prima della nuova votazione sul preventivo che avrà luogo in Gran Consiglio il prossimo lunedì.
"In questi giorni - scrivono i quattro socialisti - sono state pubblicate alcune nuove informazioni sui capitali emersi con l’amnistia fiscale federale in vigore dal 2010. Dati che indicano una nuova crescita in Ticino nel 2016 con ben 963 autodenunce per un importo totale di 1,4 miliardi; e si legge che ciò comporterà per il Cantone entrate di circa 60 milioni per i prossimi 2-3 anni. Sempre dalla stampa si può stimare in circa 4,2 miliardi l’emerso grazie a quella che veniva definita “mini amnistia” quando nel messaggio 6328 Progetto di modifica della Legge tributaria del 21 giugno 1994 amnistia fiscale cantonale per le persone fisiche e giuridiche, si ipotizzava che un amnistia cantonale con lo sconto del 70% avrebbe fatto emergere circa 1 miliardo."
Nel Messaggio sulle previsioni del Piano finanziario 2018-2020, il gettito dell’imposta sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche era stato stimato in un aumento di 47.4 milioni rispetto ai dati del preventivo 2016. Storni e colleghi si chiedono dunque "se in questa stima sono già comprese le nuove imposte frutto dei capitali emersi nel 2016, idem per le imposte suppletorie (voce Imposte suppletorie e multe preventivo 17 mio ridotto di 18 mio rispetto al preventivo 2016) e ricorrenti per le autodenunce del 2017 e se sì, quanto è l’importo previsto alle due voci d’imposta."
Inoltre, l'interpellanza chiede di aggiornare il Parlamento sui risultati dell’amnistia in corso e sugli effetti che essa produrrà sulle entrate per il Cantone nel 2016 e negli anni successivi.
Di seguito, le domande poste dai granconsiglieri:
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