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Ticino
Amnistia fiscale, le reazioni
Redazione
11 anni fa
Governo e PPD commentano la sentenza del Tribunale federale che annulla l'amnistia fiscale cantonale approvata dal popolo

A poche ore dalla sentenza del Tribunale federale che annulla di fatto il voto sull'amnistizia fiscale cantonale, a stretto giro di posta il Governo prende posizione sulla questione. 

Sottolineando che era cosciente della delicatezza del tema sul piano prettamente giuridico, il Consiglio di Stato puntualizza di aver elaborato, affinché capitali non dichiarati potessero emergere ed essere correttamente imposti in futuro, un progetto ricercando la massima compatibilità con le norme superiori.

La principale conseguenza della bocciatura, si legge nella nota governativa, è che le persone che si sono autodenunciate a partire dal 1 gennaio 2014 eviteranno sanzioni, ma non beneficeranno dello sconto supplementare del 70% sulle imposte cantonali e comunali. "Da ciò", conclude il Consiglio di Stato, "deriveranno rilevanti introiti supplementari per le casse pubbliche. Per evadere tutte le pratiche mantenute in sospeso, in attesa della decisione del Tribunale federale, la Divisione delle contribuzioni necessiterà di alcuni mesi".

Nel frattempo anche il PPD ha preso atto "con rammarico" della sentenza dei giudici di Losanna, sottolineando che l'amnistia avrebbe permesso di dare una boccata di ossigeno ai ticinesi, confrontati a disagi e difficoltà nell'ambito dell'occupazione. "Dispiace dover constatare" si legge nella nota, "come l'ideologia PS, che ancora una volta ha dimostrato di non voler riconoscere la volontà del popolo ticinese, abbia prevalso su una decisione utile e importante per il nostro Cantone". A questo punto il partito chiederà al Consiglio di Stato di utilizzare parte dei 56 milioni della BNS per far fronte ai problemi dell'occupazione in Ticino.

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