Cerca e trova immobili
Ticino
Amministrazione infedele: ex funzionario assolto e risarcito
Amministrazione infedele: ex funzionario assolto e risarcito
Amministrazione infedele: ex funzionario assolto e risarcito
Redazione
8 anni fa
L’ex ufficiale del Registro fondiario assolto: "Non c’è pena senza danno". Ma il caso potrebbe finire in appello

Non colpevole, e questo per una lunga serie di motivi. La giudice della Pretura penale Patrizia Gianelli ha assolto dall’accusa di amministrazione infedele l’ex ufficiale del Registro fondiario di Lugano ora in pensione (nonché ex presidente della Commissione di prima istanza LAFE e attuale giudice di pace del Circolo di Vezia) Giuseppe Aostalli-Adamini. Con il suo agire, a differenza di quanto sostenuto dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, Aostalli-Adamini non ha danneggiato il patrimonio dello Stato. E se non c’è stato un danno patrimoniale non può neppure esserci un’accusa di amministrazione infedele.

Ma veniamo ai fatti. Per la procuratrice Bergomi, Aostalli-Adamini avrebbe «mancato al proprio dovere» e «abusato delle sue funzioni pubbliche» nel contesto di compravendite immobiliari che lo riguardavano direttamente. Avrebbe cioè omesso intenzionalmente di iniziare le procedure di autorizzazione LAFE (la legge federale che limita l’acquisto di fondi da parte di persone residenti all’estero). Come ufficiale dei registri avrebbe cioè apposto la scritta «ok LAFE» (attestando dunque che non c’erano problemi con la legge) a quattro compravendite immobiliari in cui – come compratore – erano coinvolte società sue o della sua famiglia. Con quella dicitura ha dunque evitato che le pratiche venissero analizzate dalla Commissione di prima istanza LAFE (di cui era presidente).

Commissione che, qualora avesse analizzato i dossier, avrebbe poi dovuto emettere delle tasse (2.950 franchi stando al Ministero pubblico) a carico del compratore (e dunque delle società riconducibili ad Aostalli-Adamini). «Così facendo si è procacciato un indebito profitto», ha sottolineato l’accusa. Ma ieri, leggendo la sentenza, la giudice Gianelli ha completamente dato ragione alla difesa, rappresentata dall’avvocato Mario Postizzi. «Tra i presupposti per il reato di amministrazione infedele – ha sottolineato la giudice – deve esserci il danno. Ma in questo caso, e la difesa ha ragione, non c’è un danno per lo Stato".

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata