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Ticino
Amministratori di bordelli condannati per usura
Redazione
13 anni fa
24 mesi sospesi per usura e riciclaggio, ma prosciolti dal reato di promovimento della prostiuzione. Questa la condanna pronunciata oggi.

I sigilli della Magistratura scattarono nella primavera del 2012, nel pieno dell’operazione Domino. Nel giro di un mese, assieme ad altri, chiusero il Monnalisa di Contone, il Club 5 di Maroggia e Villa Elena di Ponte Tresa.

Oggi gli amministratori di questi tre bordelli – un 52 enne ticinese e un 50enne turco - sono comparsi alle Criminali di Mendrisio per rispondere di promovimento della prostituzione, usura e riciclaggio, perché – ha detto John Noseda nella sua requisitoria - “non basta acquistare immobili, affittare camere e far finta di nulla, salvo poi passare a fine mese per incassare in nero i lauti dividenti”.

Un processo quello di oggi importantissimo, non solo perché si tratta del primo dibattimento a carico di amministratori di bordelli, ma anche perché la legge giudicando i due imputati – di riflesso – si pronuncia anche sulla bontà dell'operazione domino. Un processo dunque importante anche per il procuratore generale John Noseda, titolare dell'incarto e padre dell'operazione Domino, avviata per debellare i reati che ruotano attorno alla prostituzione illegale.

Per Noseda non ci sono dubbi: in questi tre locali le ragazze erano obbligate a prostituirsi. Gli amministratori sapevano ma non facevano nulla. A ciò si aggiunge il reato di usura per aver imposto alle ragazze un canone di affitto giornaliero tra i 100 e i 150 franchi per stanza. Una tariffa da usurai, ha tuonato Noseda, se si considera che il tribunale federale fissa l’usura a partire da 65 franchi. Da ultimo poi i due devono rispondere di riciclaggio di denaro per aver investito circa due milioni di franchi intascati in nero in un quarto bordello che sarebbe dovuto sorgere a Stabio. Per tutto questo, il procuratore generale ha chiesto per entrambi una pena tra i due e i tre anni di carcere.

Diametralmente opposta invece la posizione della difesa, che ha contestato, su tutta la linea, i reati principali: le ragazze, secondo i legali, erano libere di esercitare la professione. Quanto alle tariffe delle stanze, queste sono assolutamente concorrenziali – hanno spiegato - con quelle del settore alberghiero e quindi in assenza di usura e promovimento della prostituzione non sussiste neppure il reato di riciclaggio.

Due posizioni a confronto su un tema che ha fatto parecchio discutere: politici, giornalisti, esperti del settore sul quale oggi – la Corte delle criminali presiedute dal giudice Mauro Ermani – si è dovuta esprimere.

E nel tardo pomeriggio è giunta la sentenza. I due imputati sono stati condannati a 24 mesi sospesi per usura e riciclaggio. La corte ha prosciolto i due imputati dal reato di promovimento della prostituzione, in quanto nessuna delle ragazze ha mai detto di sentirsi obbligata a esercitare la professione. Come detto il reato di usura è stato confermato, in quanto le tariffe applicate sono manifestamente sproporzionate rispetto alle pigioni del settore alberghiero nella regione. I due dovranno inoltre pagare una multa di 5'000 franchi. Sia la difesa che l’accusa hanno già annunciato di voler ricorrere al Tribunale federale.

fp

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