
È vero, c'era amianto nella vecchia stalla adibita a magazzino andata in fiamme giovedì scorso a Quartino. Ma nonostante ciò, si può escludere che il rogo abbia causato problemi per la salute della persone.
Lo si legge in un comunicato odierno del Dipartimento del territorio, con il quale vengono forniti aggiornamenti sullo smaltimento dei resti dell'incendio avvenuto nel territorio comunale di Gambarogno.
Il Dipartimento del territorio ricorda che, in collaborazione con il Comune di Gambarogno, sin dal giorno dell’incidente sono state prese tutte le misure necessarie a tutela della salute della popolazione e dell’ambiente.
Per quanto concerne la presenza di materiali pericolosi, comunica che nonostante i rilievi analitici abbiano confermato la presenza di amianto nella vecchia copertura dello stabile, possono essere ragionevolmente esclusi problemi per la salute delle persone causati da fibre di amianto o da altre sostanze nocive. Infatti, durante l’evento, i fumi si sono prevalentemente innalzati in modo convettivo formando un’alta colonna quasi verticale che si è poi diluita con le correnti da ovest a una quota tale da non creare pericolo per la popolazione.
In aggiunta, come già osservato in occasione di altri incendi, eventi di questo tipo non comportano la presenza di fibre di amianto libere misurabili nell’ambiente.
Il Dipartimento ricorda infine che pure i frammenti di fibrocemento, in assenza di sollecitazioni dirette, non rappresentano un rischio per la popolazione. La situazione viene costantemente monitorata e, in attesa dello sgombero dei resti dell’incendio, si mantiene il sedime umido irrigando il terreno a ulteriore garanzia di sicurezza. Sono state coperte alcune aree con teli impermeabili ed è stato predisposto un dispositivo per la raccolta delle acque.
Lo smaltimento dei resti avverrà tramite ditte di smaltimento autorizzate, seguendo tutte le prescrizioni di sicurezza previste per questi casi, e i materiali contenenti amianto saranno rimossi da una ditta specializzata in bonifiche da amianto riconosciuta dalla SUVA.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

