
Un ente super partes che vigili sull’operato della SUVA e che faccia piena chiarezza su quanto accaduto. È quanto hanno chiesto ieri i sindacati e l’Associazione Giù dalle mani dall’Officina in relazione alla presenza di amianto allo stabilimento industriale di Bellinzona, che avrebbe provocato la morte di almeno una dozzina di operai a partire dagli anni Ottanta (vedi articoli suggeriti).
In una nota stampa diramata nella serata di ieri la SUVA ha spiegato di non essere "legittimata a rilasciare alcuna presa di posizione specifica riguardante singole imprese o persone in considerazione di quanto stabilito in particolare dalle norme in materia di protezione dati". L’assicurazione infortuni non entra dunque nel merito dei decessi alle Officine e spiega che "tocca ai datori di lavoro notificare il personale potenzialmente a rischio, affinché sia sottoposto a misure preventive di medicina del lavoro". Anche i lavoratori ai quali è stato diagnosticato un cancro ai polmoni e che sono stati esposti all'amianto possono annunciarsi.
Intanto, alla luce delle verifiche disposte dalla Magistratura, i sindacati SEV, UNIA e l'Associazione Giù le Mani hanno scritto al procuratore generale Andrea Pagani dicendosi pronti a trasmettere "tutte le informazioni, scritte ed orali sulla tematica".
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