
Nel corso delle ultime settimane è tornata in auge in Ticino la tematica dell’amianto presso le Officine FFS di Bellinzona. Le FFS hanno preso posizione in un comunicato stampa in cui ribadiscono di rispettare "in toto gli importanti standard di sicurezza dettati dalla Suva". Alle FFS è inoltre noto che, a causa di esposizioni all’amianto in passato, vi sono stati casi di decessi tra i collaboratori "e ne sono profondamente rammaricate".
Come molte aziende, anche le FFS, in collaborazione con la Suva, "hanno riconosciuto e identificato il problema dell’amianto e adottato le necessarie misure di protezione per i propri collaboratori. Inoltre, come previsto dalla legge, le FFS hanno indicato alla Suva i collaboratori che nel corso degli anni sono stati esposti all’amianto", si legge nella nota.
Tutti i lavori presso le FFS, in particolare le lavorazioni sui veicoli e sulle componenti ferroviarie, "vengono eseguiti in piena sicurezza e le zone di rischio sono conosciute e documentate in istruzioni di lavoro dettagliate, che descrivono in maniera puntuale e chiara come approcciarsi a queste componenti".
Per quanto riguarda la presenza di amianto negli stabili delle Officine di Bellinzona, "incontri e valutazioni vengono fatti regolarmente con gli specialisti del settore". In data 3 settembre 2019 una ditta specializzata ha effettuato l’ultimo sopralluogo relativo ai rischi. Le FFS spiegano che non sono state individuate criticità e che si procederà comunque a misurazioni regolari all’interno degli edifici.
"Per garantire la massima trasparenza, attualmente le FFS esaminano la gestione dell’amianto e le relative misure messe in atto", conclude il comunicato delle Ferrovie. Alle FFS è noto che, a causa di esposizioni all’amianto in passato, vi sono stati casi di decessi tra i collaboratori e ne sono profondamente rammaricate.
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