
Anche quest’anno ritorna la grande festa di solidarietà dell’Associazione per l’aiuto medico al Centro America. Creata nell’agosto 1985, inizialmente vi aderirono allora una trentina di medici, alcuni sindacati e varie associazioni terzomondiste. Dopo trent’anni le attività e le collaborazioni si sono sviluppate e ingrandite. Con i suoi progetti sanitari e sociali AMCA ha sempre voluto favorire interventi diretti al sostegno delle fasce più deboli della popolazione, le donne e i bambini, evidenziando come il libero accesso alla salute e all’educazione, oltre ad essere un diritto primario dell’infanzia e di tutti, segna anche il grado di sviluppo di un paese.
L’appuntamento per festeggiare i 32 anni è per il 26 agosto al Castello di Montebello a Bellinzona, a partire dalle ore 17.30. (In caso di brutto tempo la Festa si terrà all’Expocentro di Bellinzona) Musiche, ballo, grigliate e specialità culinarie, bancarelle, animazione per i bambini e tante altre sorprese per un momento di incontro importante con i nostri amici e sostenitori.
Abbiamo chiesto al fondatore Franco Cavalli quali sono i suoi ricordi più belli legati all'Associazione.
“Di ricordi belli ne ho tantissimi, dal punto di vista umano ricordo che l’anno scorso ci trovavamo a Managua a festeggiare con delle associazioni locali e in quell’occasione sono venuti a trovarci tanti giovani che avevano dei tumori ed erano guariti grazie al nostro progetto. Se si pensa che nel 1985 in Nicaragua tutti i bambini malati di tumore morivano (eccetto chi poteva permettersi le cure), incontrare queste persone umanatamene mi ha toccato molto”.
“Altro ricordo molto bello risale al 2002, quando abbiamo cominciato un progetto nella neonatologia del Bertha Calderon, l’ospedale che serve la fascia più povera della popolazione (14'000 parti all’anno). Quasi un quarto dei neonati ha bisogno cure intense e nel 2010 abbiamo fatto svolgere una valutazione da un istituto internazionale dalla quale è emerso che è stato possibile dimezzare la mortalità dei neonati. Ricordo con emozione la lettura dei risultati”.
“La nostra non è una ‘causa persa’ – conclude Cavalli - Dopo 32 anni ci siamo ancora e aumentiamo i nostri progetti, è un segno positivo”.
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