
Dopo la notizia dell'espulsione di Orlando Del Don dalla Sezione distrettuale UDC del Bellinzonese i toni si fanno accesi.
Raggiunto al telefono, il presidente distrettuale Athos Ambrosini ci spiega che la decisione è stata presa a maggioranza (con 6 persone a favore e una che chiedeva "solo" la sospensione) a causa del suo comportamento non più tollerabile a livello di distretto. "Già a fine dicembre abbiamo informato l'Ufficio presidenziale cantonale che c'erano gli estremi per una procedura disciplinare e che a gennaio avremmo deciso eventuali misure. Erano anche informati che avevamo più volte provato a contattare Del Don per sentirlo, ma che lui non ne aveva voluto sapere", ci dice Ambrosini.
Nulla a che vedere dunque con le divergenze di opinioni sulle scelte strategiche del partito tra lo stesso Ambrosini e il presidente cantonale Gabriele Pinoja, sostenuto invece dall'ex capogruppo in Gran Consiglio. Ma col fatto che entrambi (Ambrosini e Del Don) siano in corsa per la vicepresidenza dell’UDC cantonale, la cui Assemblea per il rinnovo delle cariche è prevista per il 24 gennaio? "No, non c'entra nemmeno questo", ci risponde il presidente della sezione Bellinzonese del partito.
Un ruolo ce l'ha però avuta la promessa fatta da Del Don di un contributo finanziario di mille franchi per le ultime elezioni cantonali. "È stato chiesto al distretto di pagare 4'000 franchi per l'affissione di manifesti elettorali. Noi ne abbiamo messi a disposizione 3'000 e Del Don ha detto che avrebbe messo il resto, ma non lo ha fatto", ci spiega Ambrosini, sottolineando però che "si tratta di un fatto marginale" rispetto ad altri comportamenti avuti da Del Don.
Saputo dell'espulsione, quest'ultimo ha annunciato di aver chiesto a sua volta, ai vertici dell’UDC, l'espulsione di Ambrosini dal partito. Ma Ambrosini ci ride su e non appare preoccupato: "La differenza è che noi, come distretto, abbiamo aperto e portato avanti una corretta procedura nei suoi confronti, arrivando a determinare i fatti da lui compiuti. Lui invece non ha assolutamente nessun elemento reale per chiedere una qualsivoglia espulsione. È solo il suo ultimo tentativo per screditarmi". Ambrosini ci spiega infatti che già in passato Del Don "ha risposto alle accuse precise rivoltegli con insulti e falsità, cercando, vista la sua situazione di torto completo, di alzare i toni e buttarla in caciara. Un tentativo però andato a vuoto e che ha solo peggiorato la sua situazione."
Domani la direzione del partito dovrebbe riunirsi per decidere come procedere.
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