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Ticino
Ambrosetti Ruote, i sacrifici continuano
Redazione
12 anni fa
L'assemblea del personale ha votato a maggioranza di prolungare le misure di risparmio. Intanto alle Ferriere Cattaneo i sindacati inviano una lettera al direttore

Alla fine i dipendenti di Ambrosetti Ruote hanno accettato. Le misure di risparmio introdotte tre anni fa dall’azienda sono state prolungate per altri due mesi. Così oggi l’assemblea del personale ha votato a maggioranza, dopo che negli scorsi giorni il CdA dell’azienda con sede a Manno aveva messo sul tavolo le alternative: o si prolungano i sacrifici oppure parte delle produzione è pronta a fare le valige. Destinazione: Slovacchia. Oggi dunque i dipendenti - dopo un primo rifiuto votato settimana scorsa - hanno fatto un passo indietro. La direzione di Ambrosetti Ruote da noi contattata non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Intanto alla Micromacinazione di Molinazzo Monteggio il braccio di ferro tra il sindacato cristiano sociale e la direzione continua. A distanza a dire il vero. La direzione infatti si rifiuta di riconoscere il sindacato come partner contrattuale, commenta Giovanni Scolari di OCST, e questo nonostante 70 procure firmate dai dipendenti diano di fatto al sindacato l’incarico di aprire le trattative con la direzione. La scorsa settimana, ricordiamo, i vertici dell'azienda avevano proposto una serie di tagli salariali dal 5 al 10 % e l’aumento da 42 a 45 delle ore lavorative.

Non si sbloccano neppure le trattative alle Ferriere Cattaneo, dove la direzione negli scorsi giorni aveva annunciato una decurtazione salariale del 7 %. UNIA e OCST oggi hanno inviato una lettera per chiedere un incontro urgente con la direzione. “Attendiamo risposta”, commenta da noi raggiunto il sindacalista Pietro Fadda. Sullo sfondo anche qui la ventilata ipotesi di delocalizzare parte della produzione. Ma su questo punto l’amministratore delegato Aleardo Cattaneo ancora oggi è stato chiaro: “La mia posizione non è cambiata: o i dipendenti accettano la decurtazione, oppure produrremo i vagoni in Slovacchia”.

Francesco Pellegrinelli

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