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Ticino
"Ambrosetti, è inaccettabile!"
Redazione
11 anni fa
OCST e UNIA denunciano: l'azienda ha negoziato tagli salariali fino al 17,2% senza averli interpellati

La direzione di Ambrosetti Ruote di Manno ha negoziato tagli salariali, aumento dell’orario di lavoro e riduzione delle indennità per lavoro a turni, con solo una parte della commissione del personale e senza la presenza dei sindacati. Lo denunciano oggi OCST e UNIA, in un comunicato congiunto, nel quale accusano la direzione dell'azienda di essere rimasta indifferente alle richieste dell’assemblea del personale che aveva "esplicitamente richiesto la presenza del sindacato alle trattative per le eventuali deroghe alla Convenzione nazionale dell’industria metalmenccanica della quale l’azienda fa parte".

OCST e UNIA spiegano che il personale ha reagito sottoscrivendo a larga maggioranza una petizione che risponda a questa prova di forza da parte delle direzione aziendale. Il testo della petizione recita che:

"Ogni trattativa con la direzione dovrà avvenire alla presenza dei sindacati; non accetterà né sottoscriverà eventuali licenziamenti o accordi sottoscritti unicamente dalla Commissione del personale,; non sottoscriverà nessun nuovo contratto individuale di lavoro con salari ridotti né accetterà nessun tipo di deroga a salari, indennità, orario di lavoro o CCL; viene dato mandato ai sindacati di opporsi ai licenziamenti collettivi presso l’autorità cantonale; i sindacati sono invitati ad adottare le contromisure più appropriate ad un comportamento aziendale di tale inaudita violenza contro le maestranze dell’azienda ed a mettere in atto tutte le misure  necessarie per tutelare la dignità ed il salario dei dipendenti."

OCST e UNIA "condannano fermamente la minaccia di licenziamento collettivo di 104 dipendenti" annunciati dalla ditta, e "le trattative intercorse tra una parte della Commissione d’azienda e direzione senza la presenza dei sindacati che hanno portato ad un aggravio per i dipendenti del 17.2% per i frontalieri e 9.7% per i residenti."

Secondo i sindacati queste misure che non hanno nessun fondamento economico, considerando gli importanti utili conseguiti dall'azienda fino ad oggi, ma: "Viene utilizzato il pretesto del rafforzamento del franco svizzero solo per abbassare i salari dei dipendenti, spazzare via importanti conquiste sindacali, penalizzare il potere d’acquisto dei dipendenti residenti con decurtazioni insostenibili che mettono le famiglie in condizioni di indigenza."

"I milioni di utili sarebbero perciò incamerati dall’azienda e lo Stato dovrebbe farsi carico dei costi. Un modo inaccettabile di fare azienda!", ribadiscono Unia e OCST che sottolineano che: "Si tratta di un attacco inaudito alla professionalità, alla competenza ed alla dignità del personale aziendale che tanto ha contribuito e contribuisce alla prosperità dell’azienda con sacrifici enormi, quale il lavoro a turni ed una banca ore per evitare all’azienda di pagare i supplementi salariali."

In conclusione, i sindacati OCST e UNIA, in conformità al mandato ricevuto dai lavoratori e forti della petizione da loro ampiamente sottoscritta, comunicano che "si oppongono alla procedura di licenziamento collettivo presso l’autorità cantonale e metteranno in atto tutte le misure necessarie per tutelare la dignità ed il salario dei dipendenti; invitano il personale a non accettare né sottoscrivere eventuali licenziamenti e a non votare nessun accordo che preveda una decurtazione salariale; non sottoscrivere dei nuovi Contratti individuali di lavoro con salari ridotti; e annunciano che se l’azienda non desisterà da questa tattica provocatoria con effetto immediato, verranno adottate tutte le contromisure più appropriate a contrastare un atto di tale inaudita violenza contro le maestranze dell’azienda."

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