
“In modo sistematico dalla prima sera al Nyx Tito Bravo e Paolo Guarnieri hanno dato vita a una gestione finanziaria fondata sull'imbroglio. In che modo? Attraverso la creazione di una doppia contabilità, una in bianco e una in nero. Un giochetto contabile che secondo la pubblica accusa avrebbe portato nelle tasche dei due imputati 4 milioni di franchi. “Ci troviamo di fronte a una vicenda grave, ha detto il procuratore generale John Noseda: reiterata nel tempo che ha prodotto diverse vittime: le assicurazioni sociali, la Casinò Lugano, i fornitori e i dipendenti non pagati. “Altro che rilancio del turismo, ha tuonato Noseda al termine della sua requisitoria, facendo il verso alle parole pronunciate ieri dallo stesso Bravo. Per questi ed altri reati oggi la pubblica accusa ha chiesto 4 anni per Tito Bravo, e rispettivamente di 3 anni e 6 mesi per Paolo Guarnieri. Entrambi secondo Noseda sono responsabili di amministrazione infedele, bancarotta e truffa. Reato quest'ultimo consumato ai danni sia del Casinò Lugano – nei confronti del quale è stata esibita una falsa documentazione contabile con lo scopo di ottenere una riduzione del canone d'affitto – sia nei confronti dell'azionista ginevrino al quale è stato venduto un pacchetto azionario del valore di un milione in base a una falsa documentazione. L'inganno e la truffa, del resto, sono la marca distintiva dei nostri imputati ha detto Noseda: sistematicamente laddove c'era un problema, i due usavano l'inganno. Un impianto accusatorio contestato su tutta la linea dalla difesa. “Col verdetto mi attendo che Guarnieri venga scarcerato”, ha esordito l'avvocato Roberto Macconi. Nei confronti dell'azionista ginevrino non c'è stata nessuna truffa ha spiegato Macconi. Egli era al corrente che al momento della vendita delle azioni la società non valeva 3 milioni. Inoltre si è preso tutte le garanzie legali affinché gli fosse garantito in ogni momento il rimborso delle azioni, comprate, secondo l'accusa, con l'inganno. Via via Macconi ha poi respinto ogni addebito contestato al suo cliente, dalle fatture fittizie al fatto centrale di questa vicenda: la gestione contabile nella Nyx. A tal proposito Macconi ha fatto notare che per ammissione dello stesso Moron, Guarnieri si occupava unicamente di marketing e promozione. Per questo motivo Macconi ha contestato il reato di amministrazione infedele, chiedendo al termine della sua arringa la piena assoluzione del suo cliente finito in carcere per i pasticci di Moron. Domani la parola passera all'avvocato Elio Brunetti legale di Tito Bravo. Da parte sua l'accusatore privato a nome della CasinoLugano ha chiesto un risarcimento di 1 milione e 200 mila franchi, calcolato in base ai 30 affitti mensili non pagati. fp
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