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Altri ticinesi multati in Serbia senza esserci mai stati
Altri ticinesi multati in Serbia senza esserci mai stati
Altri ticinesi multati in Serbia senza esserci mai stati
Redazione
8 anni fa
Aumentano i casi di automobilisti perseguitati da società di incasso estere

Emergono nuovi casi di ticinesi perseguitati da società di incasso elvetiche incaricate di riscuotere presunte multe comminate nei Balcani ma, in realtà, mai ricevute. Dopo le segnalazioni degli scorsi mesi (vedi articoli suggeriti), due donne del Bellinzonese hanno scritto a La Regione per raccontare la loro disavventura. Anche in questo caso le multe sono state inflitte a un'autovettura in sosta vietata in Bosnia o Serbia che risulta immatricolata in Ticino. Tutto inizia con la multa inviata da una società d'incasso estera, con tanto di foto del veicolo e dell'infrazione.

I presunti proprietari, però, non hanno mai immatricolato in Ticino l'automobile nella foto. La loro targa, infatti, è stata a tutti gli effetti falsificata. Qualcuno, pur di non ricevere altri solleciti, paga il 'dovuto', ma la Sezione della circolazione consiglia di non cedere. "La vittima deve reagire subito, precisando che il veicolo multato e immatricolato con quella targa, non è il suo. Se si lascia correre diventa sempre più difficile difendersi e si rischiano in futuro problemi nel Paese in questione", spiega al foglio bellinzonese il responsabile dell’Ufficio giuridico alla Sezione della circolazione Michele Isolini.

Per tutelarsi - se non si è commessa alcuna infrazione - la Sezione della circolazione rilascia su richiesta uno storico della targa che dimostra che quel veicolo non è di proprietà della vittima. Ma spesso questo documento non basta a frenare le società d'incasso, che da estere passano a elvetiche. Decisamente minacciose e poco propense a dialogare nella lingua di Dante. "Mi hanno detto che non capivano l’italiano e accettano solo documenti in tedesco o inglese", racconta una vittima.

Per far fronte a questa situazione, la Sezione della circolazione ha chiesto nei mesi scorsi all’Ufficio federale di giustizia se sia legale tutta una serie di modi di agire da parte delle società di incasso. "In Svizzera non possono procedere ad un incasso forzato, sarebbe un’applicazione distorta della legge", conclude Isolini. 

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