
Per ridurre il rumore, in base al principio di prevenzione e di proporzionalità, basta la posa di un manto stradale fonoassorbente in grado di ridurre le immissioni. Almeno sul tratto dell'A2 fra Biasca e Pollegio.
È quanto ha stabilito il Tribunale amministrativo federale (TAF) in una sentenza del 5 marzo scorso ma pubblicata solo di recente. I giudici di San Gallo - come riferito oggi dal Corriere del Ticino - hanno respinto il ricorso interposto da un cittadino, proprietario di un'abitazione di tre piani, che auspicava la realizzazione di ripari fonici o di pareti antirumore in corrispondenza del mappale e la misurazione puntuale delle immissioni foniche.
L'abitante lamentava inoltre danni alla qualità di vita a causa delle polveri fini oltre una perdita economica da anni patita dall'immobile.
Il nocciolo della questione è la sostituzione della pavimentazione, visto che quella attuale mostra i segni dell'usura. Con un manto definito di classe A, i rumori si ridurranno di circa 5 decibel quando l'asfalto è nuovo e di 1 decibel "al raggiungimento del suo consumo massimo".
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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