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Ticino
Alta tensione alle Officine
Redazione
13 anni fa
Accuse di tentativi di dumping alla direzione nel giorno in cui si annunciava un importante traguardo

Nuove scintille tra la direzione delle Officine e il comitato degli operai. Nel giorno in cui i vertici dello stabilimento annunciano un importante traguardo nei piani bassi strisciavano l’indignazione e la protesta per un tentativo di dumping salariale - notizia anticipata da TeleTicino - che la direzione avrebbe attuato nelle scorse settimane, nell’ambito della politica di assunzione degli interinali. Il contratto proposto ad un artigiano residente in Ticino secondo indiscrezioni ammonterebbe a 3'600 franchi netti al mese. La cosa ha fatto insorgere il comitato delle Officine, intervenuto per occuparsi delle trattative tra la direzione e l’artigiano. Trattative sfumate. Il caso recentemente si è risolto con la disdetta del rapporto di lavoro. Così stamattina in alcuni padiglioni delle Officine è iniziato a girare un volantino sottoscritto dalla commissione del personale e 3 sindacati: SEV, Transfair e UNIA. Annunciano la ferma volontà di boicottare i festeggiamenti voluti dalla direzione.

 

Sindacati e comitato delle Officine si riservano di intraprendere le misure necessarie affinché, citiamo, questo scellerato modo di gestire il personale non continui a nuocere a collaboratori e azienda. Definiscono una palese ingiustizia l’allontanamento di un lavoratore dopo che questi ha chiesto chiarimenti in merito alla sua proposta contrattuale ad un salario molto discutibile, si legge nel volantino, un salario nettamente inferiore a quello che l’artigiano aveva da interinale. Le FFS sulla loro offerta contrattuale non si sbottonano ma forniscono una visione diversa dell’accaduto. "Il rapporto di lavoro con quella persona è terminato perché non congeniale alle nostre necessità", spiegano i vertici delle FFS che però sulla cifra (circa 3'600 franchi al mese, come detto) non si sbottonano.

 

Direzione e comitato restano dunque su posizioni opposte. La direzione parla dell’entusiasmo che germoglia tra il personale, come testimonierebbero i sondaggi effettuati tra gli operai, dall’altra il comitato che denuncia una politica del personale indegna. Insomma a Bellinzona continua il braccio di ferro e la fiducia tra la direzione delle Officine e i portavoce delle maestranze continua ad essere carente.Matteo Bernasconi

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