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AlpTransit, "noi ticinesi dovremo stare zitti"
AlpTransit, "noi ticinesi dovremo stare zitti"
AlpTransit, "noi ticinesi dovremo stare zitti"
Redazione
10 anni fa
Non ci sarà nessuna voce ticinese durante la festa del 1° giugno, nonostante le ripetute pressioni del Consiglio di Stato

Nessun rappresentante ticinese sarà autorizzato a prendere la parola durante la festa del prossimo 1° giugno per l'inaugurazione della galleria di base del San Gottardo.

Lo rivela il presidente del Consiglio di Stato Paolo Beltraminelli in un'intervista pubblicata sul Corriere del Ticino di oggi, precisando che la regola vale anche per i colleghi del Canton Uri.

"Nonostante le ripetute pressioni – da parte nostra e da parte urana – non è previsto l'intervento delle autorità cantonali nel corso della cerimonia del 1. giugno" dichiara Beltraminelli. "Stiamo ancora insistendo affinché vi sia un adeguato spazio per le autorità cantonali, non solo nelle giornate del 31 maggio e del 4 e 5 giugno, ma anche nel corso della prima giornata inaugurale. Il 31 maggio, davanti ai rappresentanti europei, evidenzierò in ogni caso le nostre peculiarità e la nostra tradizione plurilinguista con un intervento in italiano. Non penso che molti sappiano che in Svizzera si parli anche l'italiano e questa è una splendida occasione per ricordarlo."

L'esclusione degli oratori ticinesi e urani rischia di riaccendere la polemica sorta a causa del mancato invito dei granconsiglieri (vedi articoli suggeriti). Su questo aspetto Beltraminellli non nasconde "una certa delusione per il mancato invito almeno del presidente del Gran Consiglio", ma afferma di essere per natura un ottimista: "Quindi in primo luogo ci concentriamo per promuovere al meglio il nostro Cantone in queste storiche giornate in vista delle prossime importanti sfide che attendono il Ticino."

Infine il presidente del Consiglio di Stato afferma di essere pronto a "perdonare" il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi per essersi attribuito la paternità di AlpTransit. "Speriamo che la battuta di Renzi sia di buon auspicio per un'accelerazione da parte dell'Italia della politica di trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia, liberando le nostre strade. Diciamo che se l'Italia riuscirà a migliorare in questo ambito, potremo anche perdonare la battuta."

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