
"AlpTransit: ecco la risposta italiana". Era accattivante, il titolo del convegno indetto oggi promosso dalla Camera di Commercio di Varese e dalla Camera di Commercio Svizzera per l’Italia e che havisto l’illustrazione di uno studio condotto dall’Università Bocconi sul possibile impatto per l’intero Nord Italia di quello che è il principale asse di collegamento tra l’area lombarda e i mercati dell’Europa settentrionale.
Avrebbe dovuto partecipare pure il governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il quale però ha dovuto declinare l'invito all'ultimo momento. A farla da padrone, quindi, è stato l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Maurizio Del Tenno.
"Troppo spesso ci siamo ritrovati a dover rincorrere la Svizzera" ha dichiarato Del Tenno. "Dobbiamo aprire una nuova stagione recuperando tutti insieme capacità ed efficienza. Dobbiamo allora essere pronti con le opere essenziali a Sud del Gottardo: parlo del secondo passante di Milano, del quadruplicamento del collegamento da Chiasso e, in particolare, dell’adeguamento della Luino-Gallarate."
"Il rischio con cui ci stiamo confrontando, ma che non vogliamo correre (ecco perché siamo qua oggi!), è proprio questo" gli ha fatto eco il presidente della Camera di Commercio di Varese, Renato Scapolan. "Nel 2016, pronto il nuovo tunnel del Gottardo, la Svizzera ci consegnerà un’opera che permetterà di velocizzare i tempi di trasporto delle merci con quelli che sono i principali partner di un’economia varesina che esporta 10 miliardi di euro all’anno. Chiediamo allora presenza e lungimiranza al decisore politico".
Sull'importanza delle nuove infrastrutture italiane di integrazione ad Alptransit ha insistito anche il presidente della Camera di Commercio Svizzera in Italia, Giorgio Berner: "Il trasporto merci ha da sempre un ruolo essenziale nello sviluppo economico. Da qui lo sforzo di far comprendere al meglio come queste opere possano offrire un’opportunità epocale per tutti".
"Non bastano il Gottardo e l’Alptransit svizzera per offrire alla catena della logistica l’opportunità di cogliere tutti i benefici possibili. Bisogna completare a Sud, e quindi in Italia, il corridoio “quattro metri” che consentirà il passaggio dei treni fino a 750 metri" ha evidenziato il professor Lanfranco Senn, presentando i risultati della ricerca Bocconi. "Nel caso del corridoio “quattro metri” all’asse di Luino si possono attribuire benefici in termini di minori costi del trasporto ferroviario per circa 1 miliardo e 800 milioni di euro, a cui vanno aggiunti altri benefici indotti per almeno un centinaio di milioni. Non basta, perché le stime sul passaggio delle merci dalla strada alla ferrovia indicano risparmi sociali e ambientali molto importanti: i minori costi da incidenti e congestione del traffico assommano a 600 milioni di euro, quelli per l’inquinamento dell’aria e le emissioni di CO2 di circa 300 milioni di euro. Sul piano occupazionale i benefici dal completamento delle opere sono interessanti per la collettività: il settore logistico, che negli ultimi quattro anni ha perso circa 1.200 addetti a Varese e Novara, potrebbe aggiungere fino a 4.000 addetti nel territorio circostante per l’aumento di traffico intermodale previsto nel 2020". E questo grazie anche al cofinanziamento elvetico delle opere in Italia per circa 200 milioni di euro, come ha ricordato durante il dibattito di questa mattina il console generale della Svizzera a Milano Massimo Baggi.
Il convegno si è concluso all'insegna delle promesse e delle rassicurazioni. "Non ci sarà un'altra Stabio-Arcisate" è stato detto da più parti. Vedremo.
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