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Ferrovia
AlpTransit, Gianini: «Un’opera storica, ma incompiuta»
Redazione
5 ore fa
A dieci anni dall'apertura della galleria di base del San Gottardo, Pro Gottardo traccia un bilancio tra benefici concreti e obiettivi mancati. Il copresidente Simone Gianini: «La promessa di fare di AlpTransit la ferrovia d'Europa è ancora soltanto sulla carta».

A dieci anni dall’inaugurazione della galleria di base del San Gottardo, AlpTransit resta una delle opere infrastrutturali più importanti della storia svizzera. Entrata in funzione il 1° giugno 2016, ha rivoluzionato i collegamenti tra il Ticino e il resto del Paese, riducendo i tempi di percorrenza e favorendo mobilità, turismo ed economia. Tuttavia, secondo l’associazione Pro Gottardo – Ferrovia d’Europa, il bilancio del decennale è in chiaroscuro: molti benefici sono stati raggiunti, ma diversi obiettivi strategici restano ancora incompiuti. A sottolinearlo è il copresidente dell’associazione e consigliere nazionale Simone Gianini. «È stata un’infrastruttura epocale», afferma a Ticinonews, ricordando come AlpTransit abbia permesso di rafforzare i collegamenti tra il Ticino e il resto della Svizzera. «Oggi per il Ticino è più facile allacciare contatti commerciali, ma anche culturali con il nord delle Alpi». Un cambiamento che, secondo Gianini, ha contribuito a concretizzare il concetto di “Città Ticino”, avvicinando Bellinzona, Lugano e Locarno grazie a tempi di percorrenza ridotti.

La ferrovia d’Europa resta incompleta

Se sul piano nazionale il progetto ha portato benefici evidenti, diverso è il bilancio sul fronte internazionale. «La promessa di fare di AlpTransit la ferrovia d’Europa è ancora soltanto sulla carta», osserva Gianini. A mancare sono soprattutto le infrastrutture di accesso in Italia e in Germania, indispensabili per completare il corridoio ferroviario nord-sud e favorire il trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia. Secondo il consigliere nazionale, le ragioni sono sia strutturali sia finanziarie. «Le linee di accesso non sono state costruite e quello che doveva essere il collegamento ferroviario di pianura tra Genova e Rotterdam non è ancora compiuto».

La sfida dei prossimi anni

Sul futuro dell’opera pesano anche le limitate risorse destinate alla rete ferroviaria. «Con i pochi soldi attualmente a disposizione si fa strada una visione molto più locale e regionale», afferma Gianini, lamentando la mancanza di visioni a lungo termine. Il prossimo anno il Parlamento federale sarà chiamato a decidere importanti investimenti per la mobilità. Per Pro Gottardo sarà l’occasione per rilanciare una visione strategica del San Gottardo. «Non si può continuare con la lista della spesa, ma bisogna avere il coraggio e la lungimiranza dei nostri predecessori», conclude Gianini, ribadendo la necessità di riportare al centro della pianificazione il collegamento ferroviario tra il nord e il sud dell’Europa.